L’innovazione ci sta presentando un numero crescente di nuovi modelli di business che le varie startup stanno sottoponendo alla prova del mercato che dovrà metterne alla prova la sostenibilità. L’indiziato di oggi è il modello di business del bike sharing anche e soprattutto dopo il fallimento di oBike, considerato da molti mezzi di stampa come diretto effetto del comportamento degli utenti romani.

Modelli di business e investimenti

Il mondo delle startup è caratterizzato in misura importante da modelli di business che richiedono un importante e continuativo afflusso di capitali per coprire le perdite degli esercizi finanziari. Questo vale pressoché per tutte le startup appena avviate ma anche per società importanti come Uber e Lyft che pur essendo sul mercato da molti anni non hanno ancora prodotto utili.

Il caso del Meal Delivery

Un settore che abbiamo analizzato in precedenza è quello del meal delivery e in particolare dei meal kits. Un mercato in grande crescita negli Stati Uniti che vede la presenza di grandi aziende come Blue Apron, arrivata alla IPO anche se non con grandi risultati successivi visto che ha perso quasi il 90% del valore rispetto al giorno della quotazione. Altre aziende però non sono riuscite a tenere il passo e sono fallite, ad esempio Maple e Sprig.

Meal Delivery
Dati in miliardi di dollari, *dato stimato.

Perché oBike è fallita?

La notizia spesso riportata è stata la scelta di oBike di abbandonare la città di Roma, motivata dal numero eccessivo di atti vandalici a danno delle biciclette. La realtà però è più complessa e vede infatti una società che non ha scelto di abbandonare Roma, ma che è completamente fallita.

Rispetto a Mobike e Ofo, le concorrenti principali, oBike è più piccola e ha ricevuto molti meno investimenti. Questa situazione ci porta a credere che il modello di business del bike sharing sia ancora in una fase in cui le società per resistere hanno bisogno di un continuo afflusso di capitali, che per Mobike e Ofo è avvenuto anche grazie all’ingresso come investitori di società come Tencent, Alibaba e Meituan Dianping.

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Dati in milioni di dollari, fonte: Crunchbase

Confrontando i grafici si nota dunque che gli investimenti ottenuti dalle concorrenti sono nettamente maggiori rispetto a quelli di oBike. La società ha ricevuto l’ultimo round d’investimento nel mese di agosto 2017 per un valore di 45 milioni di dollari e possiamo supporre che per restare in attività sarebbe stato necessario un investimento importante nell’estate 2018. La situazione più probabile è che gli investitori potenziali abbiano deciso di non investire in oBike per via della minor penetrazione nel mercato rispetto alle concorrenti e anche soprattutto per i problemi che l’azienda ha riscontrato a Singapore (non a Roma), mercato importantissimo abbandonato a causa di nuove regolamentazioni governative.

Il business del bike sharing è sostenibile?

Ritornando alla domanda iniziale possiamo dunque rispondere che al momento non il bike sharing probabilmente non può ancora fare a meno degli investimenti esterni ma per valutarne la sostenibilità saranno necessari alcuni anni, per vedere l’evoluzione delle principali società nel settore.