Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA) sta cambiando e cambierà numerosi processi produttivi. Le imprese che la adottano stanno già vedendo i risultati positivi nei margini di profitto ma anche nei livelli occupazionali. L'Italia è nettamente indietro come dimostra una ricerca dell'Osservatorio Artificial Intelligence della Business School del Politecnico di Milano.

Pochi progetti per le imprese italiane

Il dato che salta all'occhio è che il 56% delle grandi imprese italiane ha deciso di investire in progetti di ricerca per l'intelligenza artificiale, contro il 70% di Francia e Germania.

"L'Artificial Intelligence potenzialmente non conosce confini applicativi e inciderà progressivamente sul tessuto economico e sociale di ogni paese. La velocità di diffusione nei diversi ambiti non sarà omogenea, ma dipenderà da fattori tecnologici e di conoscenza. Le imprese italiane stanno ponendo a questo tema grande attenzione per non perdere occasioni di miglioramento della competitività. Per coglierne a pieno i potenziali benefici, però, devono innanzitutto conoscere a fondo l'offerta di soluzioni disponibili e poi intervenire sui processi organizzativi e sul rafforzamento delle competenze, perché le persone siano effettivamente in grado di valorizzare le abilità delle macchine"

Nicola GattiGiovanni Miragliotta e Alessandro Piva, Direttori dell'Osservatorio Artificial Intelligence

Progetti d'intelligenza artificiale poco coraggiosi

Entrando nel dettaglio del poco confortante dato italiano troviamo che le nostre imprese hanno il 52% delle soluzioni di IA già a regime, contro il 38% delle imprese straniere. Dato apparentemente interessante che però nasconde il fatto che le imprese italiane hanno scelto utilizzi poco coraggiosi dell'IA, come Chatbot e Data processing, dedicando poca attenzione a ricerche più di frontiera come quelle per rinnovare profondamente le operations.

Queste ricerche richiedono importanti investimenti ma chi riuscirà per primo ad avere una soluzione in grado di produrre una svolta otterrà un vantaggio competitivo davvero importante e purtroppo sembra che siano più vicine a ottenere risultati aziende non italiane e addirittura non europee. Il costo che potrebbe avere tra non molti anni l'arretratezza in questo settore sarebbe davvero importante per la nostra economia.

L'Osservatorio del Politecnico conferma i dati a sostegno dell'occupazione

Il principale timore legato all'intelligenza artificiale è la sua capacità di cancellare posti di lavoro. Le analisi sono però rassicuranti e pur considerando che ci troviamo in una fase di transizione e sono rare le soluzioni già pronte all'uso, dall'analisi risulta che i livelli occupazionali nei progetti di IA sono cresciuti, e non diminuiti. Inoltre, le soluzioni di IA oggi sono utilizzate più come leva competitiva esterna per migliorare i servizi e la qualità che non come strumento per aumentare l'efficienza interna. Il comportamento delle imprese si è inoltre mostrato sensibile al tema.