Probabilmente avrete sentito nominare almeno una volta Revolut, il conto corrente senza confini. Il piano Standard ne è una perfetta dimostrazione, ma il conto Premium lo è ancora di più con assicurazioni, carte virtuali e criptovalute. Abbiamo già intervistato figure importanti di banche più o meno tradizionali e non potevamo non fare qualche domanda al Country Manager per l’Italia di Revolut: George Thomson.

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Revolut App

Che cosa vuole essere Revolut e a che tipo di utenti si rivolge?
Posso rispondere con una metafora molto concisa: Revolut vuole essere l’Amazon dei servizi finanziari. Mi rendo conto che la metafora può non essere subito ovvia, mi spiego. Ci troviamo in un mondo, quello finanziario, invaso da app, non c’è un qualcosa di centrale. Me ne accorgo guardando le mie, o quelle dei miei amici. La gente ha l’app delle criptovalute, l’app per il prestito, l’app per l’assicurazione, l’app per il conto corrente, etc. Non esiste un punto centrale a cui mi posso appoggiare e di cui mi posso fidare, come nel caso di Amazon, e secondo me ci stiamo avviando verso questo tipo di centralizzazione.

A breve lanceremo una sezione investimenti e saremo in grado di accedere a molte più informazioni sui nostri clienti, come spendono i loro soldi, quanto viaggiano, a cosa si interessano e su cosa potrebbero voler investire. Se vado su Coinbase, non hanno idea di chi sia io e non sanno cosa possa interessarmi. Questo un po’ dal punto di vista finanziario, le banche sono rimaste le stesse che erano secoli e secoli fa, nulla è cambiato anche ad un livello più generale. Un tempo, quando dovevo comprare un videogioco andavo sul sito del videogioco, quando dovevo comprare le scarpe andavo sul sito delle scarpe. Tornando alla metafora, ora andiamo tutti a comprare qualsiasi cosa su Amazon. L’idea è questa, creare un’app capace di offrire qualsiasi servizio finanziario di cui tu possa avere bisogno, in maniera semplice.

Per il tipo di utenti… Non c’è un target vero e proprio, noi non facciamo pubblicità su alcun livello, noi puntiamo all’utente di massa. Certo è che ci sono sicuramente un po’ di early adopter giovani, più tech, ma col tempo in realtà arrivano tutti. Riepilogando, in generale un po’ tutti ma ci dobbiamo arrivare col tempo.

Di recente avete ottenuto la licenza bancaria Europea, cosa significherà per i vostri clienti attuali e futuri?

Nel tempo questo avrà delle conseguenze importanti per Revolut sia in termini di autonomia che di autorevolezza e credibilità, perché ci sono persone un po’ più titubanti, soprattutto in Italia, dove è meno conosciuto. Ora con la licenza bancaria tutti sanno che c’è una protezione fino ai 100.000 €, quindi riusciamo ad ottenere la fiducia di chi ha ancora dubbi, a fare le cose un po’ più in casa, senza doverci appoggiare ad altre banche e a poter offrire nuovi servizi come spese scoperte o prestiti all’estero.

Come funzionerà il vostro sistema di trading senza commissioni e i presititi?

Come funzionerà nel dettaglio ancora non è del tutto definito, il sistema sarà abbastanza semplice però. Si potranno comprare e vendere azioni, non vogliamo essere una piattaforma di trading. È importante differenziare il trading e l’investing: quando si parla di trading moltissime persone persone alla fine chiudono in perdita, gli investimenti sono diversi e noi vogliamo puntare a quelli. Un’aggiunta alla sezione risparmio. Vogliamo aiutarti a risparmiare e a far fruttare i tuoi risparmi, azioni reali, non derivate o altro. Cose abbastanza safe, con fee totalmente azzerate. Un prodotto semplice e ad un costo basso per permettere a tutti di investire.

Quali sono, secondo voi, i principali punti di forza che fanno preferire ad una persona un conto piuttosto che un altro?

Purtroppo credo sia qualcosa di abbastanza superficiale, spesso si vedono offerte rispetto al canone o “passa al nostro conto e ti offriamo 100 € di bonus”. Molti conti che troviamo online sono praticamente uguali in termini di costi e servizi. Per questo motivo spesso si trovano a combattere tra loro con queste offerte. Noi abbiamo cercato di differenziarci, non solo offrendo qualcosa di gratuito, ma dando un servizio che funziona molto meglio. La gente non sopporta la confusione. Io vedo mia mamma, correntista di una grande banca italiana e non è mai semplice. Ogni volta deve prendere la chiavetta per effettuare il log-in, il layout non è mai semplice, commissioni nascoste e uno ha quasi paura di usare il conto. Secondo me la risposta è una: semplicità e chiarezza.

Esistono già molti servizi di mobile banking, per quale motivo dare vita ad uno nuovo?

Secondo me è il fatto ci sono sicuramente delle opzioni adeguate ma non è possibile paragonarci ad altri, è come se tu stessi paragonando gli SMS a WhatsApp. L’obiettivo è lo stesso ma il livello è un altro. Questo è il senso di Revolut, noi non vogliamo fare un conto che sia migliore degli altri. WhatsApp, ad esempio, è più funzionale degli SMS, puoi fare tutto!

Che diffusione vi aspettate per Revolut in Italia? Quante sono le persone che si appoggiano a voi? E che pubblico pensate di raggiungere?

Al momento in Italia ci stiamo avvicinando ai 100.000 utenti, il che non è male ma siamo relativamente indietro, forse perché siamo partiti più tardi rispetto agli altri paesi. Fino a poco tempo fa l’app era solo in Inglese, ma la traduzione in Italiano ha dato un bel boost, stiamo crescendo molto velocemente e ogni 3/4 mesi i numeri stanno raddoppiando, io mi aspetto entro il 2020 di raggiungere i 500.000 utenti in Italia e inevitabilmente in Italia se ne sentirà parlare.

Ultima domanda. Il blog ufficiale di Revolut è molto attivo e molto interessante. È previsto anche l’arrivo di una sezione italiana?

Alla lunga sicuramente sì. Il problema con la localizzazione è che le persone che gestiscono il blog fanno quello a tempo pieno. Io sono l’unico dipendente di Revolut Italia ed è già difficile fare tutto, non riuscirei a seguire anche il blog ma stiamo cercando di assumere altre persone e sicuramente in quest’anno, quando il team si allargherà, la primissima persona che assumeremo sarà un responsabile comunicazione, quindi sia interazione con i media ma anche social e blog.

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