Aruba è leader del mercato hosting italiano, riuscendo a tenersi sempre al passo con i tempi e fornendo ai propri clienti servizi innovativi come l'identità digitale o la fatturazione elettronica, rendendoli semplici, accessibili a tutti con costi contenuti. Come nasce Aruba e quanto sono importanti R&S nel vostro business?

Aruba nasce come un'azienda di famiglia nel 1994 e, negli anni, abbiamo dovuto adattarci ad un mercato in continua evoluzione, cercando di essere sempre pronti a cambiare strategia e offerta quando necessario. Motivo per cui ricerca e sviluppo sono essenziali per la nostra azienda e lo sono soprattutto in virtù della dinamicità del nostro settore. Quando si parla di tecnologia, infatti, è ancora più necessario essere agili e sapersi reiventare secondo le nuove tendenze e, allo stesso tempo, disporre di una capacità decisionale ed un'intraprendenza essenziali e veloci. Ci siamo sempre messi alla prova, anche rischiando, basta pensare ad esempio a quando abbiamo puntato tutto sulla posta elettronica certificata, era una scommessa e nessuno poteva essere certo del suo successo; oggi, ci troviamo a gestire oltre 6 milioni di domini PEC: il tempo ci ha dato ragione.

I dati sono considerati l'oro del XXI secolo e voi ne siete la nuova cassaforte. Quali sono i vostri standard di sicurezza per la protezione di questi dati?

Ciò che ribadiamo sempre a riguardo è l'importanza di affidare i propri dati a provider che li conservino in strutture e infrastrutture affidabili, localizzate in Italia o all'interno dell'Unione Europea, perché ciò garantisce chiarezza e rispetto in termini di tutela della privacy.

Questo aspetto è e sarà sempre più importante, perché l'Unione Europea applica norme molto dettagliate e piuttosto severe, soprattutto, come sappiamo, in seguito all'entrata in vigore del GDPR. In questo contesto siamo anche tra i provider fondatori del CISPE – Cloud Infrastructure Service Provider of Europe – una coalizione che ha per prima cercato di creare e introdurre un Codice di Condotta per la protezione dei dati nel cloud. Tutto ciò a garanzia del fatto che le imprese possono contare sulla sicurezza dei propri dati e informazioni quando le affidano ad un provider che si dimostra affidabile e trasparente.

Da poco la notizia che aprirete un nuovo data center a Roma creando più di 200 posti di lavoro. Quali sono i nuovi lavori che il mercato richiede per essere competitivi? Che consiglio può dare ai giovani che si iscrivono all'università?

Sicuramente l'università è fondamentale, motivo per cui stiamo puntando molto sulla formazione, sia interna sia in network esterni, come ad esempio il mondo delle università e dei poli di ricerca con i quali collaboriamo. Ad Arezzo, ad esempio, abbiamo una sede distaccata di ingegneria informatica del Politecnico di Milano, collaboriamo con Istituti superiori, con l'Università di Bergamo, aiutiamo i giovani a fare training nelle grandi aziende e siamo attivi con diversi corsi formativi per figure con competenze del nostro mondo – IT security manager o simili.

Spesso però facciamo fatica a trovare risorse con competenze precise che ci servono. Le aziende fanno recruiting nelle facoltà universitarie ed i talenti vengono molto contesi. Per quanto ci riguarda, quindi, il consiglio per i giovani è quello di studiare e applicarsi nel settore informatico per diventare sviluppatori e progettisti di sistemi IT e network, o per specializzarsi in mansioni gestionali al fine di rendersi altamente flessibili, poiché le figure professionali molto tecniche e agili sono sempre più ricercate.

Qual è la vision di Aruba nei prossimi dieci anni? Quali progetti sta portando avanti?

L'ultimo progetto, appena ufficializzato, è Aruba Enterprise, una divisione interamente dedicata a progetti complessi in ambito Data Center, Cloud e Trust Services; una business line che nasce come partner di aziende e Pubblica Amministrazione per essere di supporto – attraverso servizi avanzati e sviluppi ad hoc –  nei loro processi di Digital Transformation. L'obiettivo è di proporsi come interlocutore dedicato e diretto per le aziende di taglio enterprise che vogliono essere seguite, ascoltate e 'consigliate' sulle soluzioni IT da adottare.

Parlando della nostra vision, sicuramente intendiamo continuare a investire ed anzi ad accrescere gli investimenti sulle nostre infrastrutture, da un lato il Data Center Campus di Ponte San Pietro e dall'altro il prossimo Data Center di Roma. Il primo, Global Cloud Data Center, è ormai attivo da quasi un anno e mezzo, ed abbiamo già cominciato i lavori di ampliamento per la realizzazione di un auditorium di quasi 500 posti e due nuovi Data Center (DC-B e DC-C) che andranno ad affiancarsi all'esistente DC-A e ad altri spazi per uffici.

Parallelamente, continuano gli investimenti per la nostra nuova avventura, quella di Hyper Cloud Data Center che verrà costruito nell'area del Tecnopolo Tiburtino a Roma in una superficie complessiva di 74.000 mq. Sicuramente è un impegno massivo mettere a punto infrastrutture come queste, ma vogliamo farci trovare pronti per un mercato che ha necessità di crescere ed espandersi.