Facebook, Mark Zuckerberg, CEO, social network, web, economia
Facebook se la sta vedendo davvero male negli ultimi tempi

Il disastro di Cambridge Analytica e della diffusione di dati riservati detenuti da Facebook è solo l’ultimo dei cicloni mediatici creato dal social più usato al mondo.

Un malcontento diffuso

Una grande parte degli investitori di Facebook non è per niente contente della piega che sta prendendo l’azienda negli ultimi tempi, e sembrerebbe voler spodestare Mark Zuckerberg, celebre CEO e presidente che ultimamente è sulla bocca di tutti per le sue politiche di gestione controverse.

“Siamo preoccupati per la struttura del consiglio di amministrazione che l’azienda non sembra sia intenzionata ad affrontare, il che può portare a rischi, reputazionali, normativi, e di altro tipo”

Queste sono le parole di Scott Stringer, Comptroller di New York, che detiene ben 895 milioni di dollari in azioni di Facebook.

Le proposte degli investitori

In particolare secondo Scott e gli altri importanti investitori, Zuckerberg dovrebbe dimettersi, e Facebook dovrebbe abolire la struttura azionaria dual-class, che ha permesso all’attuale presidente di diventare praticamente intoccabile grazie all’accentramento del potere.

È ormai da tempo che Mark Zuckerberg viene paragonato ad un dittatore, e gli investitori pretendono che venga fatto più spazio al comitato di revisione piuttosto che al team del presidente.

A testa bassa

In ogni caso, per il momento Facebook si è rifiutata di rilasciare commenti e/o opinioni riguardanti il pensiero degli azionisti; l’azienda rimane dunque dell’idea, già espressa in passato, che la sua struttura di governance è adatta allo scopo.

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Le critiche a Zuckerberg non finiscono qui; ecco l’opinione di Michael Frerichs, Tesoriere dell’Illinois, con ben 35 milioni di dollari investiti in Facebook:

“(Zuckerberg) non è responsabile nei confronti di nessuno, non verso il consiglio o gli azionisti, il che è una cattiva pratica di corporate governance. È il capo di se stesso e chiaramente questo non ha funzionato”

La storia si ripete

Ricordiamo che già l’anno scorso era stata proposta la destituzione della carica di presidente, ma quest’ultima era stata rapidamente respinta. La stessa cosa è successa a maggio di quest’anno, con enorme disappunto degli investitori. Di conseguenza, la situazione ed i rapporti tra azienda ed investitori si stanno rapidamente deteriorando.

Inutili quindi le critiche di chi giudica il sistema aziendale di Facebook retrogrado e dittatoriale, ed inutili le proposte di cambiamento, che andrebbero ad intaccare il potere di CEO e presidente che detiene Zuckerberg. In ogni caso, gli azionisti non sono intenzionati a demordere: continueranno a far valere le proprie idee finché non cambierà qualcosa ai piani alti.