È stato recentemente annunciato lo stanziamento di nuovi fondi, dal valore di 50 milioni, per gli ITS. Sembra infatti questa la strada ormai delineata da intraprendere, per garantire un futuro nel mondo del lavoro per i giovani.

La legge di bilancio 2018 ha infatti indetto tale stanziamento, annunciando ciò durante una conferenza stampa tenuta nella Sala della Comunicazione, al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Tante le personalità a favore del progetto e che hanno presenziato l'evento:

  • il Sottosegretario Gabriele Toccafondi;
  • Alessandro Mele (uno dei membri della Cabina di Regia per il coordinamento del sistema di Istruzione Tecnica Superiore e delle lauree professionalizzanti);
  • Vito Savino (Presidente ITS Agroalimentare Puglia);
  • Giuseppe Cioffi (Presidente ITS Umbria);
  • Massimiliano Guerrini (Presidente della ITS Mita, la Made in Italy Tuscany Academy, Firenze);
  • Angelo Candiani (Presidente ITS Mobilità Somma Lombardo);

Occupazione e domanda, un gap irrisolvibile?

Questa decisione prende vita in un contesto alquanto incerto e surreale, sotto molti punti di vista, all'interno del territorio italiano.

Difatti, sono tantissime le aziende che incorrono in molte difficoltà nel reperimento di giovani personalità che possiedano determinate capacità ed attitudini adatte ai nuovi metodi lavorativi moderni e, viceversa, sono ancora più presenti, in maggior numero, i giovani adulti alla ricerca, spesso fallimentare, di un posto di lavoro.

Proprio partendo da questo presupposto, è posta come fondamento l'idea di garantire la formazione pratica necessaria a tutti gli studenti per poter aspirare concretamente ad un ambiente lavorativo moderno e di spessore. D'altronde, le stesse università italiane e licei del panorama nazionale non riescono assolutamente in quest'impresa, ma anzi, si riversano in studi puramente teorici, la maggior parte delle volte.

Il successo degli ITS

La vera particolarità da sottolineare è però quella emersa dall'analisi dei dati che concerne il monitoraggio della successiva occupazione, considerando un periodo di 12 mesi massimo, di tutti i diplomati, dal periodo che parte dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015, che hanno concluso il proprio percorso di studi.

È stato portato alla luce quindi che ben il 79,1%, ovvero 1.398 ex studenti, hanno trovato un posto di lavoro. Per questo studio sono stati presi in considerazione 97 percorsi di studio, di ben 57 istituti facenti parte del territorio Italiano.

Ovviamente, non tutti hanno avuto la fortunata opportunità di arrivare ad occupare una sistemazione lavorativa con contratto a tempo indeterminato, ma tra questi sono 493 quelli a tempo indeterminato, 677 quelli a tempo determinato, 228 coloro che risultano in apprendistato e 312 i non occupati, di cui però solo 66 si sono successivamente iscritti ad un percorso di studi universitario.

Quindi, il progetto per finanziare gli ITS potrebbe davvero essere una delle mosse di svolta nella ricerca professionale di tutti i giovani residenti sul suolo italiano.

Qui il link ufficiale al sito del sistema ITS.