Per la prima volta dalla sua nascita WikiLeaks non sarà diretta da Julian Assange. La guida dell'organizzazione fondata nel 2006 passa ora a Kristinn Hrafnsson, giornalista d'inchiesta e ex numero due della redazione.

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Le cause di questa decisione vanno ricercate nell'inasprimento delle condizioni di isolamento a cui l'attivista australiano è costretto. Assange infatti vive da anni nell'ambasciata ecuadoriana a Londra, dove si è rifugiato per sfuggire alla giustizia statunitense che intende processarlo per alto tradimento, reato punibile negli states anche con la pena di morte. Condizione ulteriormente peggiorata dalle ultime elezioni nel paese sudamericano, che hanno visto l'ex presidente Rafael Correa cedere il posto all'attuale premier e compagno di partito Lenin Moreno, meno vicino alla causa di WikiLeaks. E proprio per questo Assange avrebbe scelto di passare il comando al suo vice, che non ha limitazioni di movimento o comunicazione.

"Condanno il trattamento di Julian Assange che porta al mio nuovo ruolo, ma accolgo con favore la responsabilità di assicurare continuità all'importante lavoro basato sugli ideali di WikiLeaks"

Così Hrafnsson ha commentato la decisione, lasciando comunque aperta la porta ad un futuro ritorno al suo ruolo del fondatore, che mantiene il posto come redattore.

Questa cambio al vertice si inserisce in un momento delicato per l'organizzazione, con Arjen Kamphuis – co-fondatore di WikiLeaks – scomparso misteriosamente da Agosto. Una vicenda definita "misteriosa" dall'organizzazione stessa, che non esclude possa trattarsi di una possibile ritorsione o omicidio politico.

Assange
Julian Assange sul balcone dell'ambasciata ecuadoriana

Le cose potrebbero forse cambiare se Assange dovesse riuscire a fuggire dalla sua prigionia forzata, trovando il modo di raggiungere l'Ecuador o di ripararsi sotto l'ombrello della Russia, che non ha mai nascosto la volontà di voler aiutare l'informatico in chiave anti-americana, e che già ospita l'altrettanto celebre Edward Snowden. L'organizzazione però continua nel suo lavoro, ed è di pochi giorni fa l'ultimo clamoroso annuncio: l'offerta di 20000 sterline a chiunque abbia notizie riguardo comportamenti scorretti o manipolatori da parte dei vertici del Partito Laburista inglese per fermare la corsa dell'outsider di sinistra populista e attuale segretario Jeremy Corbyn. Nonostante le difficoltà,insomma, WikiLeaks non sembra disposta a ritirarsi presto dalla scena pubblica mondiale.