In Italia il processo della digitalizzazione è sempre più fluente e sembrerebbe anche essere quasi diventato uno standard per tutti coloro che hanno intenzione di diventare player di mercato di un certo spessore.

In qualunque ambito si voglia operare è infatti necessario essere presenti, e soprattutto preparati, su questo fronte per garantire al cliente determinati servizi innovativi o comunque utilitari, di spicco.

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Una scuola digitalizzata

In tal senso, uno dei maggiori settori legati al tema della digitalizzazione è proprio uno dei più importanti, ovvero quello dell’istruzione. L’AG Com ha recentemente rilasciato dei dati riguardo questo argomento analizzando la situazione italiana ed è emerso come sia ancora presente, in maniera evidente, il “classico” digital divide tra Nord e Sud.

Secondo lo studio infatti, regioni del Sud Italia come la Basilicata, la Calabria, la Puglia e l’Abruzzo sono in ritardo sul fronte della scuola digitale, con livelli di “connettività” e di “innovazione didattica” inferiori alla media nazionale.

Al contrario invece, la situazione più prolifica e positiva è nella zona dell’Emilia-Romagna davanti a Lombardia e Friuli-Venezia-Giulia, in quanto sono presenti istituti performanti dal punto di vista della connessione e dell’approccio didattico, meno tradizionale e più innovativo.

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Scuola Digitale Italia

Differente invece la situazione nel Nord per altri territori, ovvero quello della Toscana e della Liguria, che pur presentando un’elevata connessioni per le proprie infrastrutture, preferiscono un approccio didattico più tradizionale.

Inoltre è anche presente un’ulteriore fattore, ovvero quello legato ai docenti. Dai dati è stato infatti evidenziato come il personale scolastico sia poco propenso all’approccio digitale per i loro interventi didattici e solo il 47% propone attivamente questo metodo di insegnamento.

La digitalizzazione scolastica rappresenta quindi ancora un tabù, a tratti, per il nostro paese. Se da una parte infatti abbiamo soggetti virtuosi e propensi all’adozione di questa formamentis di pensiero, dall’altra abbiamo un paese diviso a metà dalle possibilità dettate dal lato tecnico-tecnologico e da una volontà forse ancora troppo ancorata al passato.