Sono, alimentazione, startup, cibo, innovazione
Mangiare sano sarà alla portata di tutti?

Zuccheri. Sono sulla lista nera dei diabetici, e non sono visti di buon occhio nemmeno da chi ha intenzione di mantenersi in forma. Una dieta in cui la loro assunzione è contenuta viene consigliata da molti dietologi, ma non sempre è possibile evitare di assumerne troppi.

Purtroppo in molti alimenti sono presenti insospettabili quantità di zucchero, e non sempre è possibile capire quanti se ne stanno effettivamente assumendo.

Nella Silicon Valley è in corso un progetto proprio con il fine di risolvere questo problema. Parliamo di Sono, una startup fondata da Ashwin Pushpala, un pioniere dell'alimentazione.

Troppi zuccheri invisibili

Non si tratta di un semplice sensore, bensì uno strumento che ci permetterà di scegliere cosa mangiare in base al nostro fabbisogno ed al suo contenuto calorico. La sigla che lo riassume è CGM (continous glucose monitor) e sarà in grado anche di bilanciare la nostra dieta attraverso alimenti contenenti proteine e grassi.

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Dispositivo per monitorare il glucosio nel sangue

Il CGM permetterà inoltre di tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue, proprio come fanno i diabetici. Molti studi condotti dai collaboratori di Sano infatti sono incentrati proprio sul diabete, ma i risultati verranno applicati anche su scala globale, con il fine di migliorare la qualità di vita di qualsiasi individuo. Lo strumento prodotto dalla startup californiana infatti sarà in grado di consigliare gli alimenti più adatti al metabolismo del singolo individuo.

La rivoluzione dell'alimentazione

Passando al lato tecnico di CGM, sappiamo (grazie ad un'intervista condotta da Business Insider) che si tratta di uno strumento molto simile a quello usato dai diabetici per controllare il livello di glucosio nel sangue, ma modificato opportunamente per non essere doloroso e per inviare i dati analizzati direttamente sullo smartphone.

Edward Damiano, un ricercatore dell'università di Boston, si è espresso estremamente positivamente riguardo all'iniziativa, affermando che:

"Le persone cominceranno a guardare al cibo diversamente"

Probabilmente ha ragione, ma finché non vedremo l'applicazione pratica di questi studi non potremmo mai saperlo con assoluta certezza.