Shuttleworth

Da quando i giornali di tutto il mondo hanno battuto la notizia dell’acquisto di Red Hat da parte del colosso dell’informatica IBM, non si son placate le acque nel mondo della tecnologia. Il motivo del trambusto è da ricercare non solo nell’entità della transazione – 34$ milioni di dollari – ma anche e sopratutto per la scelta di IBM, che si rivela così interessata ad approfondire la conoscenza dell’universo open-source, di cui l’azienda del berretto rosso è un nome storico.

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E tra le corporation date in pole per una possibile acquisizione c’è proprio Canonical, la società inglese famosa per Ubuntu, il più usato tra i sistemi operativi Linux. Un rumors che viene però ora smentito in modo nettissimo da Shuttleworth, fondatore e patron dell’azienda:

Tengo alla mia indipendenza”

Ha dichiarato l’imprenditore sudafricano ai microfoni dell’autorevole portale Techcrunch. Una scelta motivata da motivi economici (“non ho bisogno di soldi” avrebbe detto Shuttleworth durante l’intervista) ma anche e sopratutto da un desiderio di concludere quanto iniziato ormai 14 anni fa con Canonical e Ubuntu.

Chiusura totale dunque? Sì e no. In chiusura del pezzo, infatti, l’imprenditore si lascia andare ad una dichiarazione sibillina:

Solo in un caso potrei pensare alla vendita di Canonical: se questo permettesse di accelerare lo sviluppo del nostro progetto”

Una frase che lascia aperto un piccolo ma interessante spiraglio a futuri sviluppi.

Shuttleworth

Intanto, ancora non giungono notizie dalla Germania e in particolare da Suse, altro grande player del mercato free software spesso citato in queste settimane come possibile acquisto da parte di IBM. Solo il tempo ci saprà dire se davvero il gigante statunitense intendeva con l’acquisizione di Red Hat inaugurare un ciclo che tocchi altri nomi noti agli appassionati.

Come valutereste la gestione di un sistema operativo Linux da parte di IBM? Fatecelo sapere nei commenti o sulle nostre pagine social!