Uno dei settori interessati dalla digital transformation è la sanità, con l’introduzione di campi quale la telemedicina ad esempio. Una delle soluzioni tecniche adottate è l’intelligenza artificiale, che la startup califrorniana Mendel.ai ha deciso di mettere al servizio dell’oncologia.

Le sperimentazioni in oncologia

La situazione della lotta contro il cancro vede la presenza, soprattutto negli USA, di numerose cure sperimentali. Il governo ha previsto un sito web, clinicaltrials.gov, che consente di vedere quali sono tutti i trial clinici disponibili.

Il problema è che, una volta inserita la malattia, il numero di risultati può anche essere molto alto. Le tante sperimentazioni possibili prevedono poi delle documentazioni allegate, in linguaggio strettamente medico e discorsivo, che consentono di capire se il paziente sia effettivamente adatto o no. Purtroppo questo lavoro di selezione deve essere svolto manualmente, in alcuni casi richiede tantissime ore di lavoro e si scontra con l’impossibilità per un oncologo di star dietro a tutte le ricerche esistenti.

L’idea di un medico

Il Dr.Karim Galil era stanco di perdere pazienti malati di cancro, di avere a che fare con cartelle cliniche mal organizzate e ad avere difficoltà a farsi strada tra i numerosi trial clinici disponibili.

Ha quindi avuto l’idea di affidare questa scelta all’intelligenza artificiale, sviluppando uno strumento, chiamato Mendel in onore del padre della moderna genetica.

Team Mendel.ai

L’intelligenza artificiale di Mendel.ai

La startup di San Francisco, che ha recentemente ricevuto un finanziamento di 2 milioni di dollari da parte di alcuni fondi di Venture Capital, è quindi riuscita a combinare l’oncologia con l’informatica, seguendo l’idea già sfruttata in Regno Unito da BenevolentBio, startup che ottiene in modo automatico le informazioni chiave dalle pubblicazioni scientifiche.

Mendel.ai si fonda su un algoritmo che è in grado di ottenere informazioni mediche dai documenti scritti in modo discorsivo. L’algoritmo analizza quindi i documenti allegati recuperati da clinicaltrials.gov per ottenere i requisiti degli studi e li confronta con le cartelle cliniche. Il risultato è la selezione di un numero ridotto di trial possibili, che possono quindi essere valutati dal paziente insieme all’oncologo.

Prospettive per il futuro

Il progetto è ancora in una fase iniziale, con la presenza del solo investimento seed, ma il team è ambizioso e punta a collaborare con un numero sempre maggiore di istituzioni attive nella ricerca.

Secondo il Dr.Galil un obiettivo a brevissimo termine sarà sfidare IBM Watson per capire quale sistema d’intelligenza artificiale sia migliore nel matching tra pazienti e trial.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale.