Windows 10, Microsoft, leak, hacker
Windows 10, nel bene e nel male, è riuscito a far parlare molto di se.

Potrebbe trattarsi del più grande furto di dati nella storia di Microsoft, se quanto scritto di seguito venisse confermato. Di Windows 10 e di come minasse dati personali se n'è parlato davvero tanto negli ultimi anni, ma l'opinione pubblica era d'accordo sul fatto che fosse un sistema solido e sicuro. Fino ad oggi.

È giunta notizia di un furto d'informazioni ai danni dell'azienda con sede a Redmond di ben 32 terabyte – circa 32000 gigabyte, per darvi un'idea -. A quanto detto dai giornalisti di The Register sarebbero state trafugate le versioni ad uso interno di Windows 10, comprese quelle destinate ai sistemi ARM, oltre a numerose stringhe di codice sorgente relativo a software incluso nel sistema operativo.

Per un breve lasso di tempo questi dati sensibili sono stati anche pubblicati sul web, tramite il sito Beta Archive, per poi venire rimossi dopo poche ore dagli amministratori dello stesso.

La refurtiva

Alcuni esperti avrebbero analizzato l'archivio contenente gli importanti files, ed hanno dichiarato che si tratta di un furto risalente allo scorso marzo.

Ma entriamo più nello specifico: nell'archivio era presente il Microsoft Shared Source Kit, un insieme di strumenti utili a testing e sviluppo. Tra i numerosi dati, conteneva anche codici sorgenti dei driver hardware sviluppati per Windows 10, del Microsoft PnP e degli stack USB e WiFi.

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Dettaglio raffigurante il contenuto di alcuni pacchetti contenenti i dati rubati

Il problema è la qualità, non la quantità

Una volta alzatosi il putiferio Beta Archive avrebbe smentito parte dell'accaduto tramite un annuncio: secondo gli admin del sito infatti i dati trafugati non supererebbero i 1,2 gigabyte, e contenevano 12 release da 100 megabyte l'una. A ciò si aggiunge la dichiarazione di un portavoce di Microsoft: "La nostra analisi conferma che questi file sono parte del codice sorgente dell'iniziativa Shared Source Initiative e sono utilizzati dai produttori di apparecchiature originali (OEM) e partner".

Windows 10 sarà presto vulnerabile?

Il tutto non depone di certo in favore della sicurezza di Windows 10. I dati trafugati infatti contenevano versioni finalizzate al testing ed alla ricerca di falle e bug nel sistema, ed erano per di più pieni di commenti degli sviluppatori. Avere accesso a queste informazioni faciliterà di parecchio il lavoro di eventuali malintenzionati. Purtroppo alla domanda "Windows 10 sarà presto vulnerabile?" non possiamo dare una risposta certa, anche se di sicuro verranno attuate delle contromisure.

Ci sono già dei sospetti

Le indagini per scoprire chi sia riuscito a trafugare gli importantissimi dati sono aperte, ma ci sono già dei sospetti.

Giusto qualche giorno fa sono stati arrestati nel Regno Unito due hacker sospettati di essere membri di una organizzazione criminale ramificata che secondo le autorità starebbe pianificando un attacco su larga scala a Microsoft. E c'è di più: gli agenti dell'unità South East Regional Organised Crime Unit hanno scoperto che i due avrebbero effettuato intrusioni non autorizzate nelle reti Microsoft tra gennaio e marzo 2017, periodo nel quale sarebbe avvenuto il fattaccio.