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Struttura del microbot

Dei robot che hanno la dimensione di una cellula umana. Questa invenzione al limite del fantascientifico è diventata realtà al MIT (Massachusetts Insitute of Technology). Il risultato incredibile è stato ottenuto unendo a dei colloidi – la cui grandezza varia approssivativamente dal bilionesimo al milionesimo di metro – delle particelle elettroniche in 2D.

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Il microbot in una soluzione liquida

Piccolo ed autosufficiente

Come se non bastasse, gli scienziati dell’istituto di ricerca del Massachusetts sono riusciti ad inserire anche dei fotodiodi semiconduttori, con il fine di rendere questa invenzione autosufficiente in termini di energia. I robot in questione infatti – che come dimensioni sono paragonabili ad una cellula umana –  sfruttano l’energia della luce per caricarsi e tenere attivi i propri sensori ed immagazzinare informazioni.

La porta ad un mondo di innovazione

Per quanto riguarda le applicazioni pratiche di questa grande scoperta, è ancora presto per parlarne. L’unica cosa che sappiamo per il momento è che il MIT ha intenzione di sperimentare i microrobot in vari campi, per studiarne il comportamento. I progetti parlano di condutture idrauliche e del corpo umano: le idee sull’utilità di questi infinitamente piccoli robot non sono ancora del tutto chiare, ma non ci sono dubbi sul fatto che un giorno molto vicino potranno essere utilissimi in biomedicina.

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Il microbot nell’aria

Gli studiosi del MIT hanno esplicitato le enormi possibilità di questa tecnologia in un comunicato:

“I ricercatori sperano di spianare il terreno per dispositivi che potrebbero essere spediti ad effettuare viaggi diagnostici attraverso qualsiasi sistema, dall’apparato digerente umano alle condutture di olio e gas. […] O anche per diffondersi nell’aria per misurare i composti all’interno di un processore chimico o di una raffineria”

I futuri re della diagnostica

I sensori dei microbot, come già detto in precedenza, sono in grado di immagazzinare informazioni, e di conseguenza dopo un “viaggio diagnostico” saranno in grado di fornirne in maniera accurata e senza tralasciare dettagli. Inutile dire che ciò potrebbe portare ad operazioni sul corpo umano più mirate e meno invasive, oltre che alla costruzione di condutture più efficienti.

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Il microbot su una foglia