Le tecnologie per la medicina rappresentano un settore in grande crescita e hanno il potenziale per migliorare la vita di un numero sempre maggiore di persone. Uno dei trend è l’ingresso sempre maggiore dei robot nelle sale operatorie degli ospedali di tutto il mondo e una delle imprese più avanzate nel settore si chiama Medical Microinstruments (MMI). Il nome anglofono non deve trarvi in inganno, la startup in questione si occupa di microchirurgia, è italiana e ha ricevuto un investimento da 20 milioni di euro, davvero importante nell’ecosistema startup italiano.

MMI, una startup dalla Toscana

Medical Microinstruments è stata fondata a Calci in Toscana nel 2015 dall’ingegnere dell’automazione Giuseppe Prisco, dall’ingegnere biomedico Massimiliano Simi e dalla neuroscienziata Hannah Teichmann. L’azienda è stata sostenuta nelle fasi iniziali dai finanziamenti del piano Horizon 2020 dell’Unione Europea e ha avuto la possibilità di trovare a Pisa un ambiente adatto per la ricerca, vista la presenza della Scuola Superiore Sant’Anna, polo d’eccellenza per la robotica e del supporto delle politiche regionali per l’innovazione, nel distretto toscano per le scienze della vita.

Un investimento da 20 milioni

MMI ha ricevuto dunque un investimento early stage da 20 milioni di euro, da solo pari a circa il 10% degli investimenti ricevuti da tutte le starup italiane lo scorso anno, da parte di un gruppo guidato dal fondo Andera Ventures. Hanno partecipato anche Panakes Partners, Fountain Healthcare e due esperti nel settore in questione, il vicepresidente senior di Surgical Inc. Gus Castello e John Engels, fondatore di Axogen Inc.