Sicurezza Monitoraggio Videocamera Social

Se da un lato le nuove normative stanno cercando di frenare gli usi “impropri” delle tecnologie odierne, uno sguardo va dato a quei paesi in cui le libertà appaiono meno scontate che altrove.

In Egitto, soprattutto a seguito della cosiddetta Primavera Araba del 2011, che ha portato alla caduta del presidente Hosni Mubarak, uno sguardo e un controllo più serrato è stato stabilito nei confronti delle piattaforme online, e in particolar maniera verso i profili Facebook con più di cinquemila followers. Secondo gli organismi di stampa egizi, il governo, sotto la presidenza dell’ex capo delle forze armate Abdel Fattah Al-Sisi, sta preparando una nuova legislazione “anti-terrorismo” per intensificare i controlli sui social network e reperire informazioni sui e dai siti Internet che promuovono «idee o opinioni favorevoli all’uso della forza e della violenza». Di pari passo crescono a dismisura i processi e le condanne sui “Mi piace”, con pene di detenzione non inferiori ai cinque anni per chi fa uso di strumenti online, come Facebook e Twitter!

Secondo il governo «si raccontano i fatti in modo ingannevole, si fanno accuse contro personaggi pubblici, si incita alle proteste, alla violenza e alla pornografia».

Inutile dire che questa strategia governativa rappresenta un grave freno alla libertà di espressione, valore assoluto e incontrovertibile, e alla libertà di informazione. Si è appunto ratificata una legge che prevede il monitoraggio dei social media, per frenare il dilagare delle “fake news”, ritenute indici di attività sovversive e terroristiche e pericolose per la stabilità del governo; obiettivo della legge i profili con più followers, di solito appartenenti o a personaggi famosi o a testate giornalistiche!

Lo scorso ottobre un gruppo di studenti è stato arrestato per aver messo “Mi piace” e aver scritto su una pagina Facebook che promuoveva l’ateismo. Una pagina Facebook intitolata “Il fantasma di Damanhour”, nel Delta del Nilo, ha cagionato l’arresto dei relativi creatori, tra i quali un insegnante, perché inneggiava la liberazione di detenuti politici e criticava le azioni di governo! Nelle recenti retate sono caduti anche alcuni giornalisti di Al Jazeera, ritenuti rei di aver diffuso notizie false.

È stata anche promulgata una legge contro il cybercrime, che autorizza a far chiudere i siti che mettono a repentaglio la sicurezza nazionale.

Mentre in Europa si sta cercando di regolamentare l’utilizzo dei social, di libero accesso per chiunque, ogni tanto occorre volgere lo sguardo a quei luoghi dove, pure la libertà, da noi più banale, è osteggiata e soffocata.