Sergio Marchionne, ex presidente di Ferrari e CEO di FCA, è morto. Le notizie trapelate negli ultimi giorni sulle sue condizioni di salute mostravano una situazione estremamente grave e irreversibile. Il manager italo-canadese ha segnato una fase importante della storia recente del settore automobilistico in Italia e la sua eredità consentirà al nostro paese la possibilità di avere un posto nell'automotive del futuro.

La laurea più importante? In filosofia

Nato a Chieti 66 anni fa, la sua famiglia si è trasferita in Ontario quando aveva 14 anni. Compie in Canada gli studi superiori, con una laurea in filosofia presso il Windsor College, una in legge, con il massimo dei voti, presso la York University e un MBA. Questa formazione lo porta a lavorare come consulente Tax&Legal per Deloitte Touche.

Dopo diverse esperienze in Canada approda nel 2002 in Europa con la nomina a CEO della Société Générale de Surveillance (SGS), azienda svizzera con 55000 dipendenti e in una situazione finanziaria non ottimale.

La nomina in FIAT, FCA e una scelta fuori moda

Due anni dopo arriva la nomina ad Amministratore Delegato del Gruppo FIAT, azienda grazie alla quale è noto al pubblico. Assume la dirigenza di un'azienda in una situazione di crisi, considerata a rischio di fallimento. La FIAT lancia modelli di successo e migliora l'efficienza nei processi operativi, guadagnando una competitività che sembrava persa.

Nel 2008 trasforma la crisi finanziaria in un'opportunità lavorando all'acquisizione del gruppo Chrysler, fondando la Fiat Chrysler Automobiles (FCA), al momento il 7° gruppo automobilistico a livello mondiale.

La sua attività è stata segnata da polemiche aspre con alcuni sindacati in Italia ma è stata caratterizzata dalla volontà di mantenere importanti livelli produttivi nel nostro paese, scelta non comune all'epoca. Italia, Germania e Stati Uniti negli ultimi anni stanno infatti vivendo un fenomeno di reshoring, con la tendenza delle imprese a invertire il processo di delocalizzazione. Alcuni anni fa, quando FIAT ha deciso di produrre in Italia modelli come la Panda e la 500, la tendenza però era opposta.

L'eredità di Sergio Marchionne

L'aggravamento delle condizioni sopraggiunto nella scorsa settimana ha reso necessaria la riunione dei consigli d'amministrazione delle società del Gruppo FCA, avvenuti lo scorso sabato, a mercati chiusi. Da queste riunioni emerge la prima parte dell'eredità, i manager interni che lo hanno sostituito nei ruoli chiave.

Al momento, come già citato, FCA è il settimo gruppo automobilistico a livello globale ma durante l'era Marchionne ci sono state probabilmente alcune esitazioni sui fronti più recenti di sviluppo, l'auto elettrica e la guida autonoma.

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Per la guida autonoma l'azienda stava lavorando all'interno di una partnership con Intel e altre case automobilistiche. Per l'elettrico probabilmente l'obiettivo era ed è tuttora lavorare sul fronte M&A per riuscire a ottenere il know-how sull'elettrico necessario, secondo voci recenti l'obiettivo sarebbe la sudcoreana Hyundai.