Chrome, Firefox, Safari, Edge. Tutti conosciamo i nomi dei più importanti browser per desktop (e non solo), e tutti sappiamo quali aziende gli stiano dietro. Ma quelli che gli utenti meno smanettoni spesso non sanno è che sotto ognuno di questi software si nasconde un diverso engine, il vero e proprio cuore del sistema, dal quale dipende buona parte della nostra esperienza online.

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Quando nel 2015 Microsoft ha presentato al pubblico Edge, il nuovo browser che avrebbe dovuto risollevare le sorti del tristemente noto Explorer, ha annunciato congiuntamente edgeHTML, il motore sviluppato ad hoc per l’occasione e sul quale l’azienda intendeva investire molto. Almeno fino ad oggi. La corporation di Redmond ha infatti deciso di abbandonare l’engine usato fin’ora per abbracciare uno dei motori prodotti da Google nell’ambito del progetto Chromium.

Una novità che sembra aver irritato la Mozilla Foundation, no-profit che sta dietro Firefox:

La decisione di Microsoft regala a Google maggior capacità di decidere unilateralmente quali possibilità sono disponibili per ciascuno di noi. […] Il dominio di Google su ricerca, pubblicità, smartphone e raccolta dati rende le cose difficili per il resto di noi. […] Competiamo con Google non perché è una buona opportunità economica. Competiamo con Google perché la salute di Internet e della vita online dipendono da concorrenza e libertà di scelta. Dipendono dalla capacità dei consumatori di decidere che vogliono qualcosa di migliore e agire.

Ha dichiarato il CEO Chris Beard

edgeHTML
Chris Beard

L’accusa è quindi quella di mettere a rischio la libera scelta dell’utente, accentrando un enorme controllo nelle mani della sola Google, che già domina il mercato col suo Chrome. Un pericolo dovuto al fatto che chi mantiene online le principali piattaforme e siti web potrebbe ora decidere di adeguarle ai soli motori semi-monopolisti, quelli a cui Edge sta andando a legarsi, trascurando le altre realtà minori, in primis l’engine Gecko di Mozilla.

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