L’esplorazione dello spazio non è ormai un’esclusiva dello stato, come dimostrano le attività di SpaceX, l’azienda di Elon Musk. Pochi giorni dopo il lancio del Falcon Heavy, equipaggiato, come annunciato, anche di una Tesla Roadster, arriva una nuova notizia dagli Stati Uniti e riguarda un progetto che ha rappresentato una svolta al momento del lancio: la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L’amministrazione Trump sta infatti considerando la possibilità di privatizzarla. La sola proposta ha però già spaccato il Partito Repubblicano, fatto non sorprendente visti gli sviluppi della politica a stelle e strisce dell’ultimo anno.

Ipotesi privatizzazione per la Stazione Spaziale Internazionale

Il 2025 è l’anno in cui il governo federale ha programmato di interrompere il finanziamento al progetto della Stazione spaziale e per questo è aperto il dibattito sul destino della stazione. L’amministrazione Trump, come riporta un articolo del Washington Post, sta lavorando a un piano di transizione verso lo sfruttamento commerciale della stazione che sarebbe dunque in mano a privati come parte di un nuovo progetto per il mantenimento della presenza, con scopi commerciali, dell’uomo nell’orbita terrestre.

Non sono ancora state realizzate, o almeno rese disponibili, analisi di mercato o business plan, sono dunque ancora ignoti i dettagli dello “sfruttamento commerciale” previsto. La transizione resta dunque solo una vaga idea e non è neppure sicuro che emergano delle offerte davvero valide, visto il tipo di asset.

Un muro di politici ma non solo davanti a Trump

Il progetto non è però apprezzato neppure all’interno del Partito Repubblicano, come dimostrano le affermazioni del senatore Ted Cruz. Come conservatore, il senatore, ha affermato di non poter accettare una svendita di un asset nel quale sono stati già investiti 100 miliardi di dollari, non chiude però a partnership con aziende private purché siano economicamente convenienti.

Andrew Rush, fondatore del team che ha stampato oggetti in 3D sulla ISS, rifiuta l’idea di privatizzazione ritenendo che il profitto non sia lo scopo del progetto, che invece serve per la ricerca scientifica.

Il presidente della divisione per i servizi spaziali della Aerospace Industries Association, Frank Slazer, ritiene difficile una transizione verso una gestione privata della ISS per via dei trattati internazionali che ruotano attorno a questo progetto. Ha inoltre espresso preoccupazione per via del ruolo di primo piano che hanno nel progetto aziende come la Boeing, che contribuiscono con la ISS a mantenere la leadership statunitense nel settore aerospaziale, che ha ricadute positive sia scientifiche sia commerciali.