Internet è dove si svolge una parte sempre maggiore della nostra vita. Lì troviamo infatti il nostro lavoro, il nostro intrattenimento, la nostra informazione. La salute di questo ecosistema è importante e la capacità di fare innovazione via Internet rappresenta la nostra miglior prospettiva per il futuro. La situazione però è a rischio e la parola chiave è "Net neutrality"

Definiamo Net neutrality

Questo discorso non può che iniziare dalla definizione di Net neutrality. Possiamo riprendere un post dal blog personale di Tim Berners Lee, l'uomo che ha inventato Internet.

Vent'anni fa, gli inventori di Internet progettarono un'architettura semplice e generale. Qualunque computer poteva mandare pacchetti di dati a qualunque altro computer. La rete non guardava all'interno dei pacchetti. È stata la purezza di quel progetto, e la rigorosa indipendenza dai legislatori, che ha permesso ad Internet di crescere ed essere utile. Quel progetto ha permesso all'hardware e alle tecnologie di trasmissione a supporto di Internet di evolvere fino a renderlo migliaia di volte più veloce, nel contempo permettendo l'uso delle stesse applicazioni di allora. Ha permesso alle applicazioni Internet di venire introdotte e di evolvere indipendentemente.

Tim Berners Lee

In generale, la neutralità della rete è il principio secondo il quale gli operatori devono offrire i servizi di rete senza prevedere degli ostacoli che danneggino la libertà degli utenti e la concorrenza.

La situazione negli Stati Uniti

Il tema è tornato alla ribalta per via di un nuovo documento presentato al Congresso con lo scopo di "ripristinare la libertà della rete". Il nome è interessante, la realtà un completo disastro. Lo scopo di questa proposta è abolire la regolamentazione approvata nel 2010 con lo scopo di difendere la libertà della rete senza però escludere degli elementi di flessibilità.

Verrebbero abolite dunque le regole che impediscono agli operatori di applicare dei supplementi di tariffe discriminatori per particolari servizi o anche per singoli siti. Questo sarebbe un brutto colpo per un paese conosciuto per la vivacità degli ecosistemi startup, in particolare della Silicon Valley.

Un esempio negativo: il Portogallo

Non abbiamo bisogno di compiere uno sforzo d'immaginazione per pensare a Internet senza la neutralità, infatti possiamo già trovare un esempio nel vicino Portogallo. Entrando nel sito web del principale operatore telefonico, MEO, si trovano piani di connettività mobile, fortemente discriminatori per via della restrizione a un numero ristretto di servizi per ciascuna categoria. Questa situazione è inaccettabile e fa anche sorridere visto il ruolo che il Portogallo punta ad assumere un ruolo di primo piano nel mercato digitale europeo.

 Meo ISP Portogallo Net Neutrality Internet

Un dibattito pubblico su Internet

Il tema non ha ancora toccato il dibattito pubblico italiano ma è necessario essere pronti e sostenere questa neutralità come pilastro al quale non dobbiamo rinunciare. La libertà della rete è anche libertà di impresa e libertà d'informazione.

Cosa vuol dire vivere senza Net neutrality?

Nel caso non sia chiaro cosa voglia dire nel concreto vivere senza Net neutrality, studiamo alcune situazioni che potrebbero accadere.

Il vostro redattore in fondo è un aspirante startupper. Ipotizziamo dunque che decida domani di lanciare un servizio di streaming video simile a Netflix o Infinity. Nel mercato senza neutralità la maggior parte delle persone hanno un piano dati che consente di accedere a Netflix e Infinity perché queste aziende pagano per avere un accesso privilegiato. Come risultato la startup fallirebbe dopodomani e il vostro redattore tornerebbe umilmente a scrivere su questo blog.

Sempre che per voi sia possibile accedere a BreakingTech col vostro piano dati. Potrebbero infatti essere introdotte dai provider delle limitazioni anche sui siti d'informazione, esattamente come quelle per lo streaming video o audio. Meo ISP Portogallo Net Neutrality Internet