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Una rappresentazione delle onde gravitazionali

Kip Thorne, Barry Barish e Rainer Weiss. Sono questi i nomi degli scienziati che si sono aggiudicati il prestigioso Nobel per la Fisica quest'anno. Il tutto grazie alla ricerca – in collaborazione con Ligo e Virgo, due rilevatori spaziali  – che li ha portati a svelare l'esistenza delle onde gravitazionali.

L'evento

Le onde sono state scoperte durante la fusione di due buchi neri. In questa fase gli scienziati hanno rilevato ben 3 masse solari di energia convertita in onde gravitazionali. Un pochino voluminosa per non notarla.

Il premio è stato suddiviso tra Rainer Weiss, ed ai suoi collaboratori Barry C. Barish e Kip S. Thorne "per il contributo decisivo al rivelatore Ligo e all'osservazione delle onde gravitazionali". Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati, ovvero Liro e Virgo, questi sono frutto del lavoro di ben 1.500 scienziati, tra i quali 200 italiani.

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In foto, da sinistra Barish, Weiss, Thorne (fonte: Fondazione Nobel)

Le navi dei pionieri

Virgo è nato da un'idea completamente nostrana: il progetto è stato capitanato dal fisico Adalberto Giazotto ed il rilevatore è stato costruito vicino Pisa, a Cascina. Parliamo però degli anni ottanta; adesso Virgo ha ricevuto un aggiornamento, diventando "Advanced Virgo", più preciso e stabile. Per quanto riguarda Ligo (sigla che sta per Laser InterferometerGravitational-WaveObservatory), le sue due antenne si trovano negli Stati Uniti dal 2004 (precisamente ad Handford, nello Stato di Washington, e a Livingston, nella Louisiana). L'ultimo modello (chiamato anch'esso, sulla scia di Virgo, "Advanced Ligo") è in grado di ascoltare letteralmente le vibrazioni dello spazio-tempo.

Einstein, il profeta della Fisica

Le onde gravitazionali non sono per niente una novità in Fisica. Infatti sono state teorizzate da Albert Einstein il secolo scorso, ma solo oggi si stanno riuscendo ad ottenere riscontri pratici e prove scientifiche. Si tratta di vibrazioni dello spazio-tempo provocate da eventi che sprigionano una notevole mole di energia nel cosmo, come collisioni di buchi neri, esplosioni di supernovae o lo stesso Big Bang.

È da settembre 2015 (ufficialmente da febbraio dell'anno successivo) che stanno affiorando le prime informazioni su questa strana forma di energia, ed il Nobel sancisce un primo passo verso una conoscenza più profonda delle ultime.