Negli ultimi anni abbiamo assistito all’evoluzione del settore del bike sharing, anche e soprattutto grazie all’ingresso sul mercato di aziende asiatiche che hanno ricevuto importanti investimenti da fondi di venture capital e colossi come Tencent e Alibaba. Fallimenti come quello di oBike, azienda che ha operato anche a Roma, ci hanno presentato una realtà di un business model ancora non pienamente sostenibile nel quale sembrava esserci però la prevalenza di due operatori: Mobike e Ofo. Da quest’ultima però arrivano cattive notizie, infatti come riportato dal Financial Times, la società rischia la bancarotta rimettendo in discussione il futuro dell’intero settore.

Dati in miliardi di euro. Fonte: Roland Berger

Ofo

Ofo è stata fondata nel 2014 a Pechino da Dai Wei, che ha dedicato parte dei suoi studi presso la Peking University al cicloturismo. Il servizio è caratterizzato da un innovativo sistema di autenticazione e riconoscimento delle bici. Nel 2017 l’azienda ha raggiunto i 100 milioni di utenti e picchi di 25 milioni di corse giornaliere, col servizio attualmente disponibile nelle principali città cinesi ma anche a Milano Londra.

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Negli anni ha ricevuto investimenti per 2,2 miliardi di dollari vedendo Alibaba tra gli investitori principali e rappresentando una sfida tra il colosso dell’e-commerce e Tencent, quest’ultima tra gli investitori principali di Mobike.

Allo stato attuale, come riportato dai media cinesi, l’azienda ha chiuso la divisione internazionale a Pechino e il numero di bici in città come Londra si sta drasticamente riducendo a causa della scelta dell’azienda di riportare tutti i mezzi in deposito. Il mese scorso il CEO ha ammesso che l’azienda ha immensi problemi di cash flow.

Una sconfitta per il business model o una vittoria di Mobike?

Le grandi startup in questo business model (ma non solo) hanno la caratteristica di bruciare tanta cassa e un calo nella fiducia degli investitori può far emergere i limiti del modello, come hanno dimostrato i casi di BlueGoGo e oBike.

La situazione di Ofo ci ha messi davanti al fallimento di un business model o ha consegnato il ruolo di monopolista del bike sharing a Mobike?

La risposta arriverà già nei prossimi mesi dove avremo modo di vedere come abbandonerà il mercato l’azienda che abbiamo imparato a conoscere per le biciclette gialle e come risponderà la principale concorrente, anche nelle città in cui al momento sono presenti entrambi i servizi, ad esempio Milano.

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È comunque il caso di fare attenzione a Uber, azienda entrata ormai nell’anno della IPO e che ha scelto di puntare sul settore con l’acquisizione del servizio di bike sharing Jump.