Con l'estate ormai alle porte, la Sardegna si prepara ad accogliere centinaia di migliaia di turisti da tutta Europa, ansiosi di visitare una delle mete più ambite e popolari del Mediterraneo. Un gruppo di giovani sardi ha deciso di investire sulla propria isola, scommettendo sulla tecnologia come mezzo per rendere accessibili a tutti le meraviglie archeologiche e naturalistiche che il territorio offre, anche e sopratutto quelle meno conosciute. Per capire di cosa si tratta abbiamo parlato con Paolo Costa, socio e Responsabile Pubbliche Relazioni per il progetto.

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Partiamo da lontano: prima dell'app è venuto il documentario. Parlaci di voi e di come comincia la vostra storia.

La Eager Srl, l'agenzia di comunicazione che sta dietro il progetto Heart Of Sardinia, è un'azienda piuttosto atipica, perché si fonda su basi che definirei ideali. Il gruppo fondatore incappò durante gli studi universitari nel problema dell'inquinamento in Sardegna, e dalla loro indagine sul tema nacque "Difesa di un paradiso", un documentario-inchiesta sulle bellezze dell'isola e gli effetti nefasti delle grandi industrie impattanti. Heart Of Sardinia nasce dalle reazioni a questo lavoro: l'entusiasmo suscitato, oltre che la voglia di costruire un modello di sviluppo alternativo a quello inquinante, spinsero i miei colleghi a tornare alle origini, ad indagare sulle ricchezze naturalistiche, archeologiche, enogastronomiche della Sardegna. Da questi settori noi crediamo possano e debbano nascere grandi occasioni di sviluppo.

Quindi veniamo all'app: cos'è Heart Of Sardinia e in cosa differisce dai competitor?

Heart Of Sardinia è un'app – disponibile gratuitamente sui maggiori OS mobile – che offre a chi vuole visitare la Sardegna un ricco catalogo di siti d'interesse, eventi e attrazioni dell'isola. È completa di immagini e informazioni dettagliate, sistema di recensioni integrato, consigli in base alla geolocalizzazione. È stata lanciata nel giugno 2017 dopo un intenso periodo di documentazione, con particolare attenzione ai siti dell'interno, perle nascoste e meno investite dai grandi flussi turistici, che in Sardegna sono legati sopratutto al balneare. L'idea era proprio quella di rendere più conosciute e facilmente accessibili mete poco battute e spesso non gestite da ente alcuno: la mancanza di una fonte di informazioni completa, accessibile e immediata è la scintilla da cui siamo partiti. Col tempo sono stati aggiunti nuovi siti – con l'aiuto anche delle istituzioni locali – e eventi di vario genere.

Parliamo di numeri: quanti download avete e quanti utenti attivi vantate?

Ad oggi siamo sui ventimila download in termini assoluti e quattromila utenti attivi, con un incremento recentissimo dovuto alla partnership con Monumenti Aperti, il più grande evento di promozione del patrimonio artistico culturale dell'isola. Questa strada è particolarmente importante per noi: offriamo partnership ad enti ed organizzatori di eventi tramite le quali – con logica win/win – integriamo nell'app informazioni utili per gli utenti. Abbiamo anche stretto da poco un accordo con tour operator, che permetterà a breve di prenotare e acquistare prodotti di turismo esperienziale direttamente dall'applicazione. Una possibilità non da poco, perché noi lavoriamo – tramite l'app ma non solo – per offrire ai turisti esperienze di viaggio non soltanto legate al balneare, ma a tutte le ricchezze che la Sardegna regala.

Heart Of Sardinia

Il progetto nasce con fini ideali, ma avete scelto la formula dell'azienda. Come funziona il vostro modello di business?

Questa è la nostra sfida. Rispetto al lavoro di sola denuncia, noi vogliamo dimostrare che vie alternative di sviluppo esistono e sono sostenibili. La Eager offre l'expertise sviluppato durante l'esperienza del documentario e poi dell'app, il che si traduce per il cliente in produzione di contenuti multimediali, sviluppo web e app, advertising innovativo integrato nell'app e social media-marketing.

Proprio sui social abbiamo investito molte energie: la nostra piattaforma principale è sicuramente Facebook (oltre trecentomila like alla pagina ufficiale ndA), ma stiamo lavorando ad espandere il pubblico anche su Instagram e sul nostro blog.

Quali piani avete per il futuro?

Ti rispondo con grande prudenza, perché alcuni dei nostri progetti futuri sono ancora in fase di elaborazione. Sicuramente posso dire che per un'azienda come la nostra è estremamente interessante il campo dell'analisi sia quantitativa sia qualitativa dei flussi turistici, attraverso cui realizzare campagne di comunicazione e marketing più efficaci ed efficienti. Il mondo del data analysis è d'altronde quello su cui siamo convinti si orienterà il mercato a brevissimo.

Se penso a start-up e innovazione difficilmente la Sardegna è il primo posto cui lego questi concetti. Quali sono i limiti e quali le opportunità di iniziare un progetto simile nell'isola?

Io ho vissuto fuori per anni e, essendo tornato in Sardegna da poco, vedo bene quanti e quali difficoltà incontriamo. Sicuramente la cultura d'impresa è ancora poco diffusa e l'essere isola si fa sentire nella penuria di occasioni di scambio e confronto con altri. Poi, spesse volte si sottovalutano i giovani, ed anche a noi è servito tempo per guadagnarci la fiducia di interlocutori più esperti.

Il lato avvincente dell'innovare in Sardegna – però – è che qua c'è molto da fare: l'assenza di competitor diretti è la regola, e quando ti viene in mente qualcosa di nuovo è difficile qualcun altro ci abbia già pensato. Poi, per chi lavora nel nostro campo, la possibilità di congiungere impresa digitale con il patrimonio naturalistico e culturale è un'opportunità stupenda.