Il PIL dell'Irlanda e le multinazionali tecnologiche

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L'Irlanda sta diventando sempre di più un paese di riferimento nel mercato digitale europeo. Questa situazione è causata dalla presenza sul territorio della sede europea di numerose multinazionali statunitensi della tecnologia.

La notizia

Il paese ha ricevuto per anni investimenti dalle grandi imprese del digitale e ha ottenuto nel 2015 un grande risultato di crescita del PIL. Apparentemente un boom, la soluzione di tutti i problemi, nella realtà il segno di quello che sembra sempre più un ingiusto vantaggio competitivo del paese celtico.

Con la crescita del 26% in un anno, un aumento del PIL pari a 75 miliardi di dollari, il paese ha sistemato i conti pubblici, rientrando pienamente nei parametri di Maastricht con un rapporto deficit/PIL pari allo 0,9% e debito/PIL pari al 75%, non molto più alto rispetto al 60% richiesto dal fiscal compact.

Meglio il reddito nazionale o il prodotto interno (PIL) per l'Irlanda?

Il dibattito non è recente e c'è stato anche il contributo di autorevoli economisti come Thomas Piketty e Joseph Stiglitz. Il primo ha infatti scritto su Liberatiòn il 14 aprile 2009, ben otto anni fa, un articolo sulla situazione di crisi dell'Irlanda facendo riferimento alla differenza tra il prodotto interno lordo e il reddito nazionale.

I due parametri in un paese normale sono pressoché uguali ma in Irlanda no. Già nel 2009 era presente una forte differenza, determinata proprio dalla presenza del fatturato delle multinazionali che utilizzavano già da allora l'Irlanda come base europea.

L'Istituto nazionale di statistica è dello stesso avviso e ha infatti introdotto le statistiche sul reddito nazionale, che ridimensionano le effettive dimensioni dell'economia irlandese. Il reddito nazionale è pari a 190 miliardi di dollari, 85 miliardi in meno rispetto al PIL e questa è la stima del valore del giro d'affari delle multinazionali.

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L'utilizzo di questo dato cambierebbe anche la situazione dei conti pubblici irlandesi, con un deficit al 3,4% e un debito al 104% del reddito nazionale, dati ben al di sopra di quelli richiesti dalle regole comunitarie.

Arriverà una risposta europea?

Aspettiamo l'autunno e una risposta europea, che potrebbe partire da una proposta francese per armonizzare i sistemi fiscali a livello europeo.