I chatbot sono comodi e ci consentono di trovare nelle app di messaggistica i servizi che ci possono essere più utili. Le persone sono infatti sempre più disposte a rivolgersi a un chatbot per ottenere assistenza e perfino per completare acquisti. Migliorare la user experience dei chatbot è la mission della startup Plasticity che punta a dotarli di una comunicazione più umana.

La startup Plasticity

Plasticity è una startup selezionata da Y Combinator e punta a lanciare dei prodotti in grado di offrire una soluzioni per interfacce di comunicazione. Il problema riscontrato è il limite previsto dal sistema di riconoscimento fondato sulle parole chiave.

I fondatori della società hanno infatti l'esperienza di un progetto di espansione delle funzionalità di Siri finalizzato al funzionamento dell'assistente vocale su app di terze parti come ad esempio Spotify.

Il problema degli assistenti vocali è che infatti al di fuori di un numero limitato di comandi preimpostati, rispondono facendo una ricerca google del contenuto, delegando all'utente l'interpretazione del risultato.

chatbot startup plasticity

Introdurre plasticità invece vuol dire applicare al sistema di comunicazione tutte le tecnologie disponibili d'intelligenza artificiale e quindi di comprensione di testi non strutturati.

Il rischio di delegare l'interpretazione della ricerca a un assistente vocale è una scelta di fonti non appropriata con delle informazioni false o non precise come risposta. Almeno per il momento la scelta delle fonti secondo i fondatori deve essere gestita dall'essere umano e per il momento la fonte principale indicata è Wikipedia.

Il pacchetto di prodotti di Plasticity prevede:

  • Sapien, il motore per la comprensione dei testi;
  • Cortex, Il sistema per una comprensione delle relazioni nel mondo reale;
  • Brevis, non ancora completato, offrirà i risultati dai testi non strutturati;
  • Lingua, non ancora sviluppato, produrrà delle risposte con un linguaggio umano.

Il futuro della comunicazione

ibm watson intelligenza artificiale

Nel nostro futuro dovremo quindi sempre di più comunicare con delle intelligenze artificiali. Progetti come quelli di Plasticity e quelli portati avanti nella cornice di IBM Watson sono ormai pronti al rilascio commerciale.