Sviluppato il primo biomattone composto da urina

Biomattone urina

L'eco-sostenibilità ed il tema bio sono una delle maggiori tendenze di mercato in tantissimi settori di produzione e commercio. Uno di questi è quello edilizio, che da un paio d'anni a questa parte si sta sviluppando sempre di più intorno a questo concetto.

Sono tanti infatti gli attori internazionali, e non, che operano per sviluppare soluzioni eco-sostenibili da implementare nel mercato dell'edilizia e proteggere il pianeta da un'attività così dispendiosa in termini economici e di materiali.

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Uno degli esempi più recenti proviene da un gruppo di ricercatori dell'Università di Città del Capo, in Sud Africa, dove con la collaborazione con l'Istituto di ingegneria ambientale dell'ETH di Zurigo, in Svizzera, hanno sviluppato un "bio-mattone".

Il mattone bio è denominato così proprio per la sua composizione completamente naturale di urina e la sua tecnologia di produzione è chiamata precipitazione dei carbonati microbica. alla base del processo ci sono alcuni particolari microorganismi dal nome "batteri Sporosarcina pasteurii" in grado di sintetizzare il carbonato di calcio in vari composti, come l'urea, presente proprio nell'urina, ed il cloruro di calcio. Il processo, e qui risiede la vera innovazione, pare essere in grado di cementare la sabbia, anche formando dei veri e propri mattoni classici a forma di parallelepipedo.

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Biomattone urina

Nonostante soluzioni simili, o perlomeno di stampo "green", siano già state utilizzate nel campo della cementificazione, nessuno aveva mai pensato prima di generare della vera e propria calce dall'urina umana. Chimicamente parlando quindi, vista la combinazione di elementi necessaria, l'urina Rappresenta uno dei composti ideali in quanto contiene l'80% dell'azoto, il 56% del fosforo e il 63% del potassio. Inoltre circa il 97% del fosforo presente nelle urine può essere convertito in fosfato di calcio, l'ingrediente chiave dei fertilizzanti che sostengono l'agricoltura commerciale in tutto il mondo.

Questo ci fa quindi capire come a livello di sostanze l'urina possa rappresentare una papabile soluzione alternativa anche in altri settori sperimentali e magari sviluppare applicazioni in grado di sostituire in futuro fertilizzanti ed altri agenti chimici di stampo bio.

Attualmente il progetto è ancora ancora in uno stato di produzione puramente di laboratorio e ci sono ancora dilemmi dal punto di vista logistico per poter indire una vera e propria futura produzione industriale. I ricercatori stanno infatti pensando a come poter ovviare al fattore trasporto e conservazione dell'urina per poter facilitare una produzione così di massa del loro biomattone.