Purism Librem 5

Il duopolio Android/iOS sembra ormai inossidabile, con percentuali di utilizzo che superano il 90% e la sostanziale resa di tutti i competitor. Neanche un gigante come Microsoft è riuscito a sfondare il mercato, finendo con l'abbandonare il proprio OS per smartphone come tanti prima di lui, da Blackberry a Samsung, da Mozilla a Nokia.

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Esiste però chi, pur con scarse risorse, decide di nuotare contro la corrente. E' il caso di Purism. Si tratta di una startup fondata a San Francisco nel 2014, specializzata in costruzione e vendita di dispositivi os-free o con a bordo Linux. Dopo anni dedicati esclusivamente ai personal computer, da alcuni mesi l'azienda ha iniziato Librem 5, il percorso che la porterà nelle intenzioni a commercializzare il primo smartphone con Pure OS, sistema operativo sviluppato dall'azienda stessa.

Tutto il progetto ha come minimo comun denominatore la privacy. "The phone that don't track you" è il motto usato dall'azienda, motto che si concretizza in una struttura profondamente open-source tanto del software quanto – e questa è una novità assoluta – dell'hardware, così da rendere estremamente difficoltoso il tracking. Un tema di grande attualità, se pensiamo alle vicende legate a Edward Snowden, l'ex dipendente CIA oggi ospitato in Russia che ha rivelato al mondo la sorveglianza di massa attuata dai governi statunitense e britannico.

Purism Librem 5

Purism Librem 5 è stato finanziato con una poderosa campagna di crowdfunding su kickstarter, che ha portato l'azienda a raccogliere oltre 100.000 $ in poche settimane. Non tutte le specifiche tecniche sono note, così come non è nota la data di rilascio, ma si sa già che il processore sarà un i.MX 8M della Nxp, mentre la scheda grafica sarà una GC7000Lite. Saranno inoltre sicuramente presenti una porta USB 3.0, un ingresso jack da 3,5 millimetri e una RAM non meglio specificata dalla capienza di 3 GB.

Analogamente al progetto Ubports di cui abbiamo parlato da poco, è difficile immaginare che Pure OS possa impensierire Google e Apple. Ma di certo un'alternativa in più non potrà fare che bene ad un mercato drammaticamente sempre più chiuso.