Siae sanzionata pesantemente dall’Antitrust: è il momento di Soundreef

Soundreef Antitrust Siae

La Siae è conosciuta in Italia per essere la società che ha in mano il monopolio degli introiti legati ai diritti d’autore nel settore musicale ed artistico. Per decenni ha regnato indisturbata a livello nazionale, e non solo, ponendo radici ben salde grazie al nome che si è costruita nel corso del tempo.

Tuttavia è da tempo che, parallelamente, sono nati enti che si sono proposti sul mercato come servizi alternativi e più efficaci, oltre che economicamente più vantaggiosi.

Uno su tutti, Soundreef, per fare un esempio. Tuttavia la Siae ha sempre contrastato scorrettamente il loro operato con azioni illegittime per quanto concerne l’amministrazione degli artisti, internazionali e non, sottoscritte da queste “controparti”.

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Inizia la guerra tra le due aziende

Soundreef ha denunciato anni fa questi comportamenti alle autorità e, recentemente, è arrivato il decreto dell’antitrust, insieme alla direttiva Barnier che ha decretato la fine del monopolio nella raccolta del diritto d’autore.

Con il suo provvedimento, ha accertato ufficialmente l’abuso di posizione dominante da parte di Siae. Conseguentemente, è anche arrivata una risposta da parte della concorrente stessa che ha affermato di voler essere risarcita come parte lesa.

L’azienda di proprietà di Davide D’Atri e Francesco Danieli è legittimata più che mai ad assumere questa condotta di parte lesa, se consideriamo che l’Antitrust ha infatti condannato il comportamento di Siae in merito ad azioni molto gravi di vero e proprio mobbing finanziario:

  • Ostacolo alla libertà dei titolari del diritto d’autore di gestire i propri diritti al momento dell’attribuzione, della limitazione o della revoca del mandato;
  • Imposizione di vincoli alla gestione dei diritti d’autore, anche dei titolari non iscritti alla Siae;
  • Imposizione di ostacoli nella stipulazione da parte degli utilizzatori di altri contratti di licenza d’uso delle opere con i concorrenti della Siae;
  • Esclusione forzata dei concorrenti dai mercati relativi alla gestione dei diritti d’autore di repertori esteri.

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Soundreef Antitrust Siae

La fine di un monopolio radicato

Sembra quindi avvicinarsi la fine di un monopolio che, più che da considerare storico, sarebbe bene definire quasi dittatoriale, visti gli scheletri che ha nell’armadio. Nonostante le accuse lanciate a Siae dagli altri player di mercato che vogliono operare nel mondo del copyright artistico, c’è da considerare come l’Italia non ha mai intrapreso delle collaborazioni con aziende come quella di Soundreef, elemento che l’ha portata a stagnare all’interno di un modello di offerte alquanto datato ed economicamente dispendioso per gli artisti.

Tuttavia, l’esito finale di questa vicenda è ancora incerto, ma si tratta di un evento epocale per più settori del nostro territorio nazionale, soprattutto se consideriamo lo scenario politico attuale. Odiernamente ci troviamo infatti di fronte ad una situazione politica che rispetto al passato è molto meno propensa ad accettare dei monopoli talmente aggressivi, di qualsiasi tipologia essi siano.

Ora come ora l’Antitrust ha mosso i primi passi per un cambiamento epocale che porterebbe finalmente l’Italia a guardare con occhi differenti il settore della musica e dell’arte, soprattutto con un occhio di riferimento ai diritti degli artisti e dei compositori stessi.