Spotify vuole dare ad artisti e alle etichette discografiche un modo più semplice per inserire la loro nuova musica direttamente nelle playlist.

Questa mattina il servizio di streaming ha lanciato una funzione, ancora in beta, che consente a qualsiasi artista con account verificato, o alle etichette “Spotify for Artists”, di utilizzare il nuovo tool Spotify Analytics per condividere brani inediti direttamente con il team di Spotify, composto da oltre 100 redattori in tutto il mondo.

Il team è responsabile della programmazione delle playlist di Spotify, playlist sulle quali l’inclusione di una nuova traccia potrebbe diventare un punto di svolta o di rottura per un artista emergente essendo parte fondamentale della promozione dell’album.

La società afferma che ad oggi, più di 75.000 artisti, ogni settimana, sono presenti nelle playlist ufficiali, senza contare altri 150.000 nella sua playlist di punta, denominata Discover Weekly.

Tuttavia, non è sempre stato chiaro come raggiungere la redazione per suggerire musica. Il nuovo sistema di caricamento delle canzoni, denominato submission, mira a cambiare questo processo, e allo stesso tempo, guida artisti ed etichette su come utilizzare il software di Spotify per gestire i profili, oltre a tener traccia delle loro statistiche sul servizio.

Spotify, minimalismo
Le schermate minimaliste ed ordinate del servizio sono senz’altro alla base del suo successo.

Spotify sottolinea anche che le submission possono includere altri dati, non solo la canzone pura e semplice. Vuole che gli artisti e le etichette annotino cose come il genere, l’umore e altri dati, inclusi gli strumenti usati, se è una cover, la cultura a cui appartiene la canzone e altro. Questi dati saranno esaminati in aggiunta ai dati che la piattaforma conosce già sull’artista, ad esempio cos’altro ascoltano i fan, su quali altre playlist viene visualizzata la loro musica e altro ancora.

Una maggiore attenzione per l’ascoltatore finale

Questa informazione viene utilizzata dagli editori, che cercheranno attraverso le submission di trovare nuove tracce da aggiungere alle playlist, poiché il servizio di streaming programma le sue raccomandazioni come un ulteriore vantaggio.

Ad esempio, se la submission viene taggata e inviata con sette giorni di anticipo, la canzone selezionata verrà automaticamente visualizzata in ognuna delle playlist denominate Release Radar dei follower dell’artista.

Stamattina la società ha anche annunciare che nessuno può pagare per essere aggiunto alle playlist – cosa che potrebbe sembrare un’opzione – data la straordinaria promozione di Drake sul servizio, che ha visto di recente alcuni clienti che chiedevano rimborsi per quella che sembrava, a tutti gli effetti, una pubblicità.

Spotify ha affermato che non è così che funzionano le cose, aggiungendo come la volontà sia quella di fare qualcosa di trasparente: nessuno può pagare per essere aggiunto a una delle sue playlist editoriali. Gli editori scelgono i brani con gli ascoltatori in mente, prendendo queste decisioni usando i dati su ciò che risuona di più con la loro comunità di ascoltatori.