Forbes è una delle più rinomate e influenti riviste degli Stati Uniti, e forse per questo può suonare strano un lungo pezzo apparso nella sua homepage dedicato al mondo Linux, in particolare ad Ubuntu, la celebre distribuzione creata da Canonical. In realtà l'articolo riporta l'esperienza di Jason Evangelho, uno dei collaboratori del magazine, che ha recentemente deciso, dopo un capriccio di troppo da parte di Windows, di passare a Linux.

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All'inizio ha provato con Linux Mint, una delle più popolari derivate del momento, ma si è rivelato – così lui stesso lo definisce – "un passo falso". Dopo aver correttamente provato la versione live, infatti, l'installazione non è andata a buon fine.

Jason non si è perso d'animo e ha deciso di riprovare con Ubuntu nella sua versione LTS, ovvero quella che promette 5 anni di aggiornamenti e patch di sicurezza.

E la seconda è stata la volta buona.

Dopo un'installazione che l'autore definisce velocissima ("ha richiesto letteralmente 4 minuti dall'inizio alla fine") l'esperienza raccontata è interamente positiva. Il computer è più reattivo e veloce di prima e, ci dice sempre Evangelho, particolarmente comodo è risultato essere l'Ubuntu Snap Store, che permette di scaricare tutte i software desiderati da un unico posto, senza perdersi tra decine di siti diversi. Ma sopratutto, e questo era storicamente uno dei limiti maggiori di Linux, tutti i driver sono stati riconosciuti automaticamente senza alcuna difficoltà. Il sistema operativo appena scaricato è ready to use, pronto all'uso esattamente come la controparte Microsoft.

Forbes

E dunque cosa possiamo imparare da questa esperienza? Prima di trarre conclusioni affrettate è doveroso operare dei distinguo: per questo test è stato usato un Dell XPS 13, ovvero un prodotto recente di un'azienda da sempre sensibile alle esigenze degli utenti Linux. Forse con modelli più antichi di qualche generazione, magari nati in brand meno disponibili, qualche problema sarebbe potuto sorgere. Così come l'autore fa un mestiere, quello del giornalista, che non richiede programmi specifici, non sempre disponibili per il pinguino.

E tuttavia, è realistico affermare che oggi come oggi l'esperienza positiva di Jason Evangelho sia replicabile per buona parte dei computer in commercio e degli utenti. E qui sta il senso profondo di questo pezzo: Linux non è più il sistema operativo dei nerd, quello per chi ha la pazienza e le competenze di perdere ore alla ricerca di driver e software adatti. Linux non solo può competere alla pari con Windows e OS X ma può – al netto della penuria di software specifici che ancora lo affligge – anche risultare la scelta migliore per tantissimi utenti.

Voi che sistema operativo usate abitualmente? E provereste la transizione a Linux? Fatecelo sapere nei commenti e nelle nostre pagine social!