Con l’avvento sempre più travolgente del web, moltissimi settori si sono mossi verso l’utilizzo sempre più massiccio della rete. Tra questi, quello che in particolare sta ottenendo più benefici in termini soprattutto di comodità per i clienti è l’economia e, più nel dettaglio, le banche. Essendo però in qualche modo accessibili, nonostante i muri di crittografia e sicurezza informatica, i dati sensibili diventano ovviamente bersagli degli hacker. Un esempio è il recente attacco ad Unicredit.

Hacker contro Unicredit: i fatti

Lo scorso 26 luglio, la banca Unicredit ha pubblicato un comunicato stampa che riportava un accesso non autorizzato a dati sensibili. Dopo un’analisi, è stato confermato che i dati violati (IBAN e nominativi) riguardavano 400.000 clienti. Di questi, nessun account è stato rubato e nessuna password dei clienti è stata violata. Non è il primo attacco hacker diretto ad Unicredit: il primo infatti è accaduto poco meno di un anno fa. Dopo l’attacco, la banca si è mossa subito a valutare il livello delle proprie misure di sicurezza, al fine di impedire possibili future intrusioni.

Nonostante tutto, a stupire è il fatto che il tema della cybersecurity è tra i più importanti per la banca, visto anche il gigantesco piano “Transform 2019”, un investimento di 2,3 miliardi di euro entro il 2019 volto a potenziare e rendere più efficaci i propri sistemi informatici, in particolare in termini di sicurezza.

Hacker Unicredit Dati Sensibili

Con l’attacco ad Unicredit, si torna a parlare di un tema molto importante degli ultimi anni: la cybersecurity. Molte sono le critiche ai sistemi obsoleti, mosse in particolare in realtà come quelle ospedaliere ed universitarie, dalle vittime più importanti del recente Ransomwere Wannacry. Rimanendo nel settore bancario, da un’indagine condotta da Kaspersky Lab e B2B international, il settore finanziario è quello che investe di più nel settore della sicurezza informatica. Il problema che ha portato ad eventi come quello di Unicredit, come riportano gli esperti, è la mancanza non tanto di fondi che ovviamente sono fondamentali, ma di una corretta formazione aziendale e di una consapevolezza che in qualsiasi momento si può diventare vittime degli hacker.

Con l’arrivo del General Data Protection Regulation (GDPR), in vigore dal prossimo maggio, le cose potranno cambiare drasticamente, rendendo meno semplice la vita degli hacker. Il piano prevede infatti un’obbligo alle aziende di comunicare i casi di violazione entro 72 ore dalla scoperta, in modo da cercare il prima possibile di colmare i danni. Chi non rispetterà il regolamento, andrà incontro a sanzioni. La battaglia contro gli hacker continua…