Anche Warner Music Group lascia Spotify

Spotify Warner

Da qualche tempo a questa parte si vocifera che Spotify stia attraversando un profondo periodo di crisi, destinato a peggiorare nel corso del tempo. Il noto servizio di streaming sarebbe infatti in perdita economica e starebbe perdendo l’appoggio di nomi importanti.

D’altronde, proprio recentemente, Warner Music Group ha venduto la sua quota di azioni e si è tirata fuori dal gruppo societario.

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Una separazione dura

Questo cambiamento ha ovviamente portato ad un’operazione economica che ha visto la nota etichetta discografica uscire con ben 504 milioni provenienti dai titoli. Questi soldi, ha dichiarato la stessa Warner, verranno utilizzati per rafforzare i propri servizi e partner interni, oltre che i loro artisti.

Nonostante il periodo d’oro che lo streaming sta attraversando, questa è solo uno dei tanti rapporti morti all’interno del gruppo di Spotify: difatti già Sony e Merlin, solo poco tempo fa, hanno rinunciato alle proprie quote.

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Spotify Warner

Lo streaming del futuro

Stephen Cooper, il leader del Warner Music Group, ha affermato però che questa azione di mercato non è dovuta da un cambio di direzione strategico che esclude i servizi di streaming, anzi, questi saranno sempre presenti all’interno dei loro interessi.

Viene quindi spontaneo pensare ai competitor presenti sulla piazza, ovvero Apple Music, Amazon Prime Music e Youtube Music, in rapida crescita e con un numero di abbonamenti sempre maggiore.

Spotify Warner

Spotify sembra quindi essere realmente entrato in status di crisi apparente, un’affermazione che trova fondamento anche nei dati di mercato rilasciati in quanto, a livello di introiti, conterebbe una perdita fiscale pari a 394 milioni e, inoltre, un numero di abbonati in calo, diminuiti del 40% rispetto all’anno scorso.

Inoltre, c’è anche da considerare come il servizio di streaming musicale dalla grande “S” non risulti redditizio quanto gli altri player di mercato del suo settore.