WikiTribune

La dura lotta contro la diffusione di informazioni false si concretizza finalmente nel progetto WikiTribune.

La circolazione di notizie false non può che essere nociva per la società, che sia per ridere o per creare volutamente scompiglio. Proprio per questo motivo il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, ha annunciato a breve l’apertura di questo particolare sito.

WikiTribune

Come sarà strutturato WikiTribune?

Il servizio sarà fruibile gratuitamente esattamente come la celeberrima enciclopedia; non ci sarà pubblicità e ogni fondo sarà reperito attraverso crowdfunding ed investimenti attuati da sostenitori finanziari.

Tutti possono contribuire economicamente e l’apertura del sito avverrà entro un mese a questa parte.

 

Uno degli obiettivi è anche quello di racimolare abbastanza denaro da assumere un organico fisso di almeno 10 giornalisti professionisti.

È già noto anche che la stessa Google stia lottando in prima linea contro queste informazioni fuorvianti. Cambiando parte dell’algoritmo che regola il famoso motore di ricerca online, si dovrebbero così osteggiare i siti di “fake news” preferendo invece fonti verificate di siti noti all’utenza.

WikiTribuneParola chiave: autorevolezza. Nessuno desidera infatti che si verifichino spiacevoli situazioni come la presenza, ad esempio, del negazionismo all’olocausto. Sembra infatti che osteggiare queste operazioni sia fronte comune di molte società.

WikiTribune“La prima volta in cui giornalisti professionisti e freelance lavoreranno fianco a fianco scrivendo news in tempo reale, aggiungendo e modificando i dettagli tra loro“.
-Jimmy Wales, Wikipedia Founder

“Quando le notizie sono false e sono già fuori, di pubblico dominio, noi le correggiamo”.
-Jimmy Wales, Wikipedia Founder

La campagna di raccolta fondi

WikiTribuneSu questo sito è possibile diventare supporter di questo movimento, pronto a partire per la “guerra” contro i falsari. Sarà dunque la stessa etica che ha guidato fino ad oggi Wikipedia a permettere a WikiTribune di svolgere il suo compito.

Un vero e proprio sacrificio che però, per molti, sembra essere davvero imperativo.
Dopotutto il web è già il contenitore per notizie di ogni genere e sorta: da Facebook a Google un po’ di “setaccio” sembra essere una delle poche e necessarie operazioni da attuare.