Quante volte abbiamo sentito la parola terrorismo in questi ultimi anni. La pratica del disprezzo per la diversità altrui è una forte piaga dei giorni nostri. Numerosi attentati si verificano di mese in mese ed i nuclei antiterrorismo di tutto il mondo sono in massima allerta nel tentativo di prevenire ulteriori episodi.

I social si mobilitano

YouTube, nel suo “piccolo”, non resta indifferente alla situazione. Vuole adottare diverse misure di sicurezza per rendere complicata la vita a chi intende diffondere contenuti estremisti tramite il loro canale.

La più importante è la collaborazione con le autorità governative di numerosi Paesi, così da monitorare ed intercettare i contenuti non appropriati. Il tutto verrà gestito da un’intelligenza artificiale che, tramite le esperienze pregresse, riuscirà a scovare e a riconoscere i video inopportuni. Inoltre verrà incrementato il numero di utenti in grado di visionare i contenuti segnalati e di poterli, a loro volta, censurare. Dalle 50 persone già presenti in questo ruolo ne verranno introdotte altre 63. Un’altra misura sarà quella di attuare una censura selettiva più rigida così da poter segnalare quei video che, anche se non vanno contro le regole vigenti nella piattaforma, contengono provocazioni razziali o ideologie estremiste, avvertendo gli utenti sul genere di contenuti che stanno per visualizzare.

Per finire verrà avviato il programma Creators of Change. YouTube, tramite questa funzione, consiglierà, a chi guarda video che inneggiano agli estremismi, contenuti totalmente sfavorevoli rispetto alle ideologie trasmesse dai primi.

Twitter contro il terrorismo Facebook contro il terrorismo YouTube contro il terrorismo

Uniti contro l’estremismo

Non solo YouTube si sta impegnando nel tentativo di eliminare quei focolai che potrebbero portare al terrorismo; anche Twitter nell’ultimo anno ha chiuso circa 350 mila account. Questi profili erano in qualche modo collegati a fanatismi di ogni genere. In passato Facebook aveva già portato a 7.500 il numero di dipendenti che hanno il compito di passare al setaccio i contenuti e eliminare quelli che vanno contro le linee guida.

E la libertà di espressione?

L’unico rischio vero e proprio è quello di dare una grossa mazzata alla libertà di espressione. Giusta la decisione di cercare di eliminare ogni forma di estremismo presente nei social, tuttavia con il contro di escludere anche quei contenuti tipicamente propagandistici che hanno comunque il diritto di essere pubblicati: contenuti che trattano temi di vario genere e che contribuiscono alla varietà offerta dalla rete.

Quale sarà dunque il giusto equilibrio?