Il ruolo di Mark Zuckerberg nel sociale è tutt'altro che irrilevante: le infinite gesta filantropiche del CEO di Facebook sono numerosissimi esempi della grandezza d'animo del giovane imprenditore. In un altro gesto dalle infinite potenzialità, Zuckerberg ha reso il fulcro dell'esperienza social di Facebook le community nate in seno al sito, riunite all'interno di gruppi pubblici e privati.

La mission (scopo ultimo di un'azienda e giustificazione unica della sua attività, ndr) del social network più utilizzato al mondo è quindi cambiata: se prima si poteva parlare di condividere ogni momento e rendere il mondo più aperto e connesso, ora Facebook vuole, citando testualmente un post di Mark, "dare alle persone il potere di costruire comunità e rendere il mondo più unito".

Today at the Facebook Communities Summit we changed our mission to focus on bringing the world closer together. I've…

Pubblicato da Mark Zuckerberg su Giovedì 22 giugno 2017

Il futuro di Facebook e la maturità di Mark

Pare infatti che Mark si sia accorto di come il social da lui creato sia stato utilizzato, inizialmente, solamente in ambienti ristretti: il suo dormitorio prima, la sua università poi. Il social si è poi esteso a tutte le università del Nordamerica e, in men che non si dica, ha raggiunto un pubblico sempre più eterogeneo. Facebook è così diventato un ponte che unisce persone dagli interessi comuni, dalle occupazioni simili e dai problemi analoghi, nonostante esse si trovino fisicamente a chilometri e chilometri di distanza tra loro.

Facebook groups

Stando ai numeri, quasi 2 miliardi di persone utilizzano già mensilmente i gruppi Facebook, concentrando la propria esperienza social sul contributo a queste community. Zuckerberg ha notato la particolare affluenza di questa funzione del social e si è subito messo all'opera per migliorare il valore della community: è ora possibile, infatti, farsi guidare da un sistema di intelligenza artificiale nel mare di gruppi, per trovare community in linea coi nostri interessi.

 

Per quanto riguarda le fake news e i vari "hate speech", i leader europei hanno chiesto esplicitamente a diversi gestori di servizi web (tra cui rientra Facebook) di individuare tempestivamente soluzioni tecnologiche in grado di

 

stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di propaganda estremista. Si tratta di una questione molto delicata, ma anche di un'opportunità per ricostruire il social intorno a valori condivisibili ed autentici. Mark sembra, tra l'altro, essere piuttosto consapevole del problema, visto che sottolinea nei suoi discorsi la differenza tra "free speech" e "hate speech" (libertà di parola e discorsi di odio).

Mark Zuckerberg Padre Max Priscilla Facebook
Mark e Priscilla, insieme alla loro figlia Max.

Tornando alle community, esse non possono che rappresentare un enorme vantaggio competitivo per la compagnia: se gli utenti si sentono parte di un gruppo vorranno senz'altro passare più tempo sul social, andando ad accrescere le entrate di Facebook relative alla pubblicità. Queste ultime rappresentano la voce più importante della compagnia, con entrate di almeno 10 miliardi di dollari a trimestre.