Apple ha fissato il suo evento speciale per il 9 settembre alle 19:00 italiane. L’invito ufficiale non anticipa i prodotti, ma l’appuntamento arriva in un momento eccezionale per Cupertino: è il primo grande lancio sotto la guida del nuovo amministratore delegato John Ternus, mentre Tim Cook è passato al ruolo di executive chairman.
Le aspettative del mercato sono concentrate su un dispositivo che Apple non ha ancora confermato: il suo primo iPhone pieghevole. Reuters, Financial Times e altre testate internazionali indicano il foldable come il possibile protagonista dell’evento, insieme ai nuovi modelli premium della famiglia iPhone 18. Proprio perché il prodotto non è ancora ufficiale, conviene distinguere tra ciò che Apple ha annunciato — la data e l’evento — e ciò che analisti e fonti industriali si aspettano di vedere sul palco.
Perché un iPhone pieghevole conta anche se arriva tardi
Samsung vende smartphone pieghevoli dal 2019. Huawei, Google, Motorola e altri produttori hanno già sperimentato diversi formati. Apple, quindi, non starebbe inventando una categoria. Ma nella storia dell’azienda questo non è necessariamente un problema: spesso Cupertino è entrata in mercati già avviati cercando di trasformare una nicchia tecnica in un prodotto di massa più semplice da capire e da usare.
Il mercato dei foldable rimane relativamente piccolo rispetto agli smartphone tradizionali. È proprio qui che l’ingresso di Apple potrebbe cambiare la percezione della categoria. Se milioni di utenti iPhone iniziassero a considerare normale un telefono che si apre come un piccolo tablet, il pieghevole smetterebbe di essere soltanto una dimostrazione di ingegneria e diventerebbe una nuova fascia stabile del mercato premium.
Secondo Reuters, gli analisti si aspettano un dispositivo che si apra in formato “passaporto” e con un prezzo superiore ai 2.500 dollari. È una previsione, non un listino ufficiale. Ma il livello di prezzo dice già molto sulla strategia: il primo foldable di Apple, se arriverà, non sarà probabilmente pensato per sostituire subito l’iPhone standard. Servirà piuttosto ad alzare il tetto della gamma e a creare una nuova ragione per spendere di più.
Il problema del mercato smartphone: convincere a cambiare
Negli ultimi anni gli smartphone sono diventati migliori, ma anche più simili tra una generazione e l’altra. Schermi, fotocamere e processori continuano a migliorare, mentre per molti utenti la differenza pratica tra un modello di due anni fa e quello appena uscito è meno evidente di quanto fosse un decennio fa.
Per Apple questo significa affrontare un problema molto concreto: come accorciare di nuovo il ciclo di sostituzione. Un nuovo formato fisico può avere più forza di una fotocamera leggermente migliore o di un incremento di prestazioni. Se il foldable riesce a offrire un vantaggio chiaro — più spazio per lavorare, leggere, guardare video o usare applicazioni affiancate — può diventare una motivazione d’acquisto che la normale evoluzione annuale fatica a produrre.
Il primo test di John Ternus
L’evento è importante anche per la leadership. Ternus arriva dalla guida dell’hardware Apple e eredita un’azienda enormemente redditizia, ma sottoposta a due pressioni opposte: deve continuare a proteggere margini e posizionamento premium mentre il centro della narrazione tecnologica si sposta verso l’intelligenza artificiale.
È un passaggio delicato. Apple mantiene un vantaggio straordinario nell’ecosistema di dispositivi, chip proprietari, servizi e distribuzione. Ma nell’AI generativa il mercato percepisce spesso OpenAI, Google e Anthropic come i protagonisti dell’innovazione. Reuters sottolinea infatti che il lancio di domani sarà osservato anche per capire se Apple riuscirà a mostrare progressi credibili su Siri e sull’integrazione dell’AI nei dispositivi.
Hardware e AI non sono due storie separate
La tentazione è pensare al foldable come a una storia di hardware e all’intelligenza artificiale come a una storia di software. In realtà le due cose stanno convergendo. Un dispositivo con uno schermo più grande e più flessibile può avere senso soprattutto se l’interfaccia è capace di adattarsi al contesto, distribuire informazioni, far convivere più applicazioni e sfruttare assistenti che comprendono ciò che l’utente sta facendo.
Apple ha inoltre un vantaggio specifico: controlla hardware, sistema operativo e una parte crescente dei chip. Se riuscisse a far girare più elaborazione AI direttamente sul dispositivo, potrebbe trasformare privacy, latenza e integrazione in elementi distintivi rispetto a servizi che dipendono soprattutto dal cloud.
Il nodo dei prezzi
L’altro tema sarà il prezzo. La pressione sui costi dei componenti, in particolare memoria e semiconduttori, si intreccia con la volontà di Apple di mantenere margini elevati. Un pieghevole molto costoso può funzionare come prodotto halo, ma non risolve da solo il problema di quanto i consumatori siano disposti a pagare per l’intera gamma.
Per questo sarà interessante osservare non soltanto il prezzo dell’eventuale foldable, ma anche il posizionamento dei modelli Pro. Se Apple aumentasse sensibilmente i listini, il messaggio sarebbe chiaro: la società ritiene che innovazione di formato, AI e forza dell’ecosistema possano sostenere un nuovo gradino del premium.
Cosa guardare domani
Ci sono almeno quattro segnali da seguire. Primo: se il pieghevole verrà davvero presentato e quale problema Apple dirà di voler risolvere. Secondo: quanto spazio verrà dedicato all’intelligenza artificiale e a Siri. Terzo: il prezzo dei nuovi iPhone e la distanza tra gamma tradizionale e fascia ultra-premium. Quarto: il tono di John Ternus, perché questo evento servirà inevitabilmente a presentare anche la nuova fase della leadership Apple.
Il successo non si misurerà soltanto nel numero di dispositivi venduti nelle prime settimane. Se Apple riuscirà a rendere il foldable desiderabile a persone che fino a ieri non ne sentivano il bisogno, avrà dimostrato di saper fare ancora ciò che storicamente le riesce meglio: arrivare tardi in una categoria e far sembrare che sia appena cominciata.



