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AWS ha reso disponibili le istanze EC2 R9g e R9gd basate sui processori Graviton5. Secondo Amazon, la nuova generazione offre fino al 25% di prestazioni compute in più rispetto alle R8g ed è pensata soprattutto per database, cache in-memory e analytics real-time.

Graviton è diventato uno dei casi più riusciti di custom silicon nel cloud. Amazon progetta internamente i processori per ottimizzarli sulle proprie infrastrutture e sui workload più comuni.

Il cloud costruisce i propri chip

Per anni i cloud provider hanno acquistato quasi tutta la capacità di calcolo da pochi produttori esterni. Oggi AWS, Google e Microsoft progettano sempre più componenti proprietari, perché controllare il chip permette di ottimizzare costi, consumi e prestazioni.

La stessa dinamica è ancora più evidente nell’AI, con Trainium e Inferentia. Graviton mostra che il custom silicon non riguarda soltanto i modelli generativi: sta diventando normale anche per workload enterprise tradizionali.

Il vantaggio economico

Un processore proprietario consente al cloud provider di ridurre il costo marginale dell’infrastruttura e differenziare la propria offerta. Per il cliente, però, aumenta anche il rischio di dipendenza da architetture specifiche.

La diffusione di ARM nei server dimostra comunque che il monopolio storico dell’architettura x86 non è più scontato. Il cloud sta trasformando il mercato dei processori dall’interno.

Fonti