Il modello classico dell’influencer economy è semplice: un brand paga, il creator pubblica, la campagna finisce. Cat Goetze, conosciuta online come CatGPT e seguita da oltre 1,4 milioni di persone tra Instagram e TikTok per i suoi contenuti sull’intelligenza artificiale, ha scelto una relazione differente. Ha acquisito una quota di Smooth Media ed è entrata nella società di management come strategic adviser.

Axios descrive Goetze come il primo azionista esterno dell’azienda, che rappresenta più di 70 creator e finora è cresciuta senza capitale istituzionale. L’operazione è interessante perché trasforma l’audience da spazio pubblicitario a capitale negoziale.

Un post paga una volta, una quota può pagare per anni

I creator più grandi hanno iniziato a comprendere che la distribuzione è una risorsa economica. Se la loro presenza può aumentare il valore di un’impresa, accettare soltanto un compenso fisso significa cedere tutto il potenziale futuro al brand.

L’equity allinea invece gli incentivi: il creator ha interesse a contribuire alla crescita dell’azienda e partecipa all’eventuale valore creato. Naturalmente assume anche il rischio che quella quota non valga nulla.

Dall’influencer all’operatore

Goetze non entra soltanto come volto promozionale. Il ruolo di adviser suggerisce una partecipazione alla strategia, mentre la sua nuova iniziativa Cat Labs punta a estendere il marchio personale verso attività imprenditoriali.

È una traiettoria sempre più comune. La community viene utilizzata per lanciare prodotti, eventi, società e investimenti. In questo modello il contenuto è l’inizio della catena del valore, non il prodotto finale.

La creator economy entra nella fase patrimoniale

La prima generazione monetizzava attraverso pubblicità delle piattaforme; la seconda attraverso sponsorizzazioni; quella attuale sta cercando proprietà. MrBeast costruisce aziende, altri creator lanciano fondi, marchi o studi produttivi. L’equity è la conseguenza logica di questa maturazione.

Non tutti i creator hanno abbastanza potere contrattuale per ottenerla e non tutte le partecipazioni sono buoni investimenti. Ma la direzione è importante: una parte dell’influencer economy sta smettendo di vendere soltanto attenzione e comincia a chiedere di possedere gli asset che quella attenzione contribuisce a costruire.

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