L’economia dei creator premia ciò che nessun altro può mostrare. Portata all’estremo, questa logica sta spingendo alcuni influencer verso comunità indigene che hanno scelto di vivere in isolamento. Un’inchiesta del Guardian ha documentato tentativi di avvicinare e filmare gruppi come i Sentinelese e gli Ayoreo, suscitando allarme tra organizzazioni per i diritti indigeni.

Il rischio non riguarda soltanto la privacy. Il contatto con popolazioni isolate può introdurre malattie verso cui esistono poche difese immunitarie e in alcuni territori viola esplicitamente la legge.

L’esclusiva è diventata una valuta

Le piattaforme premiano contenuti capaci di generare sorpresa e condivisione. Per un creator, arrivare dove nessuno è arrivato significa ottenere un vantaggio competitivo. Ma l’incentivo algoritmico non contiene un giudizio etico: misura l’attenzione, non il consenso di chi appare nel video.

È qui che il modello mostra un limite. Una persona può diventare materia prima per un contenuto globale senza partecipare all’economia che quel contenuto genera.

Documentare non significa automaticamente informare

Alcuni creator sostengono che mostrare comunità remote aumenti consapevolezza e interesse. È possibile che un documentario produca valore pubblico, ma metodo, consenso, distanza e distribuzione dei benefici distinguono il giornalismo o la ricerca dallo spettacolo estrattivo.

La facilità di pubblicazione ha democratizzato la documentazione del mondo. Non ha eliminato le responsabilità che accompagnano l’atto di documentarlo.

La cultura digitale ha bisogno di limiti che l’algoritmo non possiede

Non tutto ciò che può diventare virale dovrebbe diventarlo. È una frase ovvia, ma il sistema economico dei social crea continuamente incentivi nella direzione opposta. Più il creator diventa impresa, più servono standard professionali comparabili a quelli applicati ad altre industrie dei media.

Il caso delle comunità isolate è estremo proprio perché rende visibile una domanda che riguarda ogni contenuto: chi beneficia della nostra attenzione e chi ne paga il prezzo?

Fonti