Pangram ha raccolto 9 milioni di dollari per sviluppare sistemi capaci di riconoscere testi e immagini prodotti dall’intelligenza artificiale. La startup ha inoltre stretto una partnership con Substack, che utilizza la sua tecnologia per fornire segnali sull’uso dell’AI nelle newsletter.
La domanda sembra semplice — umano o macchina? — ma tecnicamente è sempre meno binaria. Un autore può generare una bozza, riscriverne metà, utilizzare l’AI soltanto per alcune frasi oppure passare il testo attraverso diversi strumenti.
Il rilevatore deve misurare incertezza
I detector hanno spesso sofferto di falsi positivi, particolarmente problematici quando vengono usati in scuola, lavoro o moderazione. Per questo la sfida non è produrre un timbro infallibile, ma costruire segnali probabilistici abbastanza affidabili e spiegabili da essere utilizzati con cautela.
Se il web generativo continuerà a crescere, l’origine dei contenuti diventerà un’informazione sempre più preziosa. Pangram scommette che questa provenienza possa diventare un’infrastruttura, non una curiosità.




