Per anni la politica sulla sicurezza online si è concentrata soprattutto sulle piattaforme: moderazione, verifica dell’età, raccomandazioni e contenuti illegali. Il governo britannico vuole spostare una parte della responsabilità più in basso, fino al sistema operativo dello smartphone. Il 9 settembre ha annunciato la preparazione di una legislazione che obbligherebbe le aziende tecnologiche a rafforzare le protezioni sui dispositivi e sulle piattaforme per impedire ai minori di creare, visualizzare o inviare immagini nude.

Apple e Google diventano inevitabilmente centrali perché controllano i due ecosistemi mobili dominanti. Secondo il governo, i colloqui con le aziende hanno prodotto progressi ma non abbastanza rapidamente da rendere superfluo un intervento legislativo.

La sicurezza by design arriva sul dispositivo

Il passaggio è politicamente rilevante: non si chiede più soltanto a un social di rimuovere un contenuto dopo la pubblicazione, ma al dispositivo di prevenire determinate azioni prima che il contenuto circoli. È una forma più profonda di regolazione tecnologica e apre inevitabilmente interrogativi su privacy, verifica dell’età e modalità tecniche di rilevazione delle immagini.

La sfida sarà costruire sistemi che proteggano i minori senza creare un’infrastruttura generalizzata di sorveglianza dei contenuti privati. Il governo sostiene che gli adulti potranno continuare a utilizzare normalmente i propri dispositivi, ma l’implementazione concreta determinerà quanto questa promessa sarà credibile.

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