Adanola ha oltrepassato per la prima volta la soglia dei 100 milioni di sterline di ricavi e sceglie di accompagnare il risultato con un investimento molto concreto: un magazzino negli Stati Uniti. Per il brand athleisure nato a Manchester, che ha costruito la propria notorietà attorno a capi essenziali per sport e tempo libero e a un modello direct-to-consumer, il Nord America è ormai il mercato con il passo più veloce. Non si tratta quindi soltanto di vendere di più oltreoceano, ma di adattare struttura e distribuzione a una domanda che sta assumendo un peso crescente.

Nell’esercizio chiuso il 31 marzo 2026, Adanola ha registrato ricavi netti per 102,6 milioni di sterline, in aumento del 21% rispetto agli 84,5 milioni dell’anno precedente. L’azienda ha raggiunto una base complessiva di circa due milioni di clienti. Il traguardo arriva in una fase in cui l’activewear continua a occupare uno spazio stabile nei guardaroba quotidiani, ma nella quale la crescita non può più dipendere esclusivamente dall’esposizione sui social o dalla rapidità di una singola tendenza. Per un marchio digitale, la capacità di consegnare bene, mantenere margini e rendere credibile il prodotto su mercati diversi diventa una parte decisiva dell’identità aziendale.

Il mercato americano passa dalla visibilità all’infrastruttura

Il Nord America è cresciuto del 40%, risultando la regione più dinamica per Adanola. I mercati internazionali nel loro insieme rappresentano ora circa un quinto del fatturato. L’apertura di un’infrastruttura logistica negli Stati Uniti va letta in questo contesto: localizzare una parte della distribuzione può rendere più fluido il servizio per i clienti americani e offrire al gruppo una base operativa coerente con le ambizioni di espansione.

La scelta è significativa perché l’azienda è nata e si è affermata nel Regno Unito, con Manchester come origine e con l’e-commerce diretto come canale prioritario. Il DTC consente di controllare maggiormente relazione con il cliente, dati e linguaggio del marchio, ma richiede anche una gestione rigorosa delle operazioni quando la platea si allarga. Tempi di spedizione, resi e disponibilità delle taglie incidono direttamente sull’esperienza d’acquisto, specialmente in una categoria dove lo stesso capo viene spesso riacquistato in colori o varianti diverse.

Negli Stati Uniti Adanola entra inoltre in un mercato estremamente competitivo, dove l’abbigliamento athleisure è presidiato da marchi storici, operatori nativi digitali e grandi gruppi dello sportswear. La crescita registrata finora non elimina questa pressione, ma indica che il marchio ha trovato un pubblico. Il passaggio successivo sarà trasformare quell’interesse in una presenza durevole, senza disperdere l’impronta visiva e commerciale che ne ha sostenuto l’ascesa.

Numeri in crescita, margini sotto osservazione

La redditività mostra un’azienda in espansione ma non priva dei normali compromessi legati alla scala. L’utile lordo è salito del 20%, raggiungendo 69 milioni di sterline. Il margine lordo è però sceso dal 68,1% al 67%. La variazione è contenuta, mentre l’utile ante imposte si è attestato a 17,2 milioni di sterline, ma il dato resta utile per capire la natura della prossima fase: espandere prodotti, squadra e distribuzione comporta costi e richiede disciplina.

Il numero dei dipendenti è passato da 95 a 125. Alla guida c’è Niran Chana, arrivato nel giugno 2024 dopo l’esperienza in Gymshark come chief commercial officer. Secondo il manager, negli ultimi due anni la società ha rivisto la propria struttura per sostenere obiettivi di crescita più ambiziosi e ha rafforzato il team manageriale. La disponibilità finanziaria offre margine di manovra: la posizione di cassa è più che raddoppiata, da 20 milioni di sterline nell’esercizio 2024 a 41,5 milioni nel 2026.

Queste risorse arrivano anche dopo l’ingresso di Story3 Capital Partners. Nell’agosto 2025, la società di private equity con sede a Los Angeles ha acquisito una partecipazione di minoranza significativa, in un’operazione che allora attribuiva ad Adanola una valutazione di circa 530 milioni di dollari. L’investimento colloca il marchio in una dimensione diversa rispetto a quella di una giovane etichetta guidata quasi esclusivamente dalla domanda organica online: ora l’azienda dispone di capitale per crescere, ma avrà anche l’esigenza di dimostrare che l’espansione può produrre risultati sostenibili.

Una divisa quotidiana costruita fuori dalla passerella

La crescita di Adanola racconta anche un cambiamento più ampio nel modo in cui viene consumata la moda casual. Leggings, felpe, set coordinati, T-shirt e outerwear leggero non sono più confinati a palestra e attività fisica. Da anni costituiscono una sorta di uniforme quotidiana, in cui comfort, silhouette e riconoscibilità del brand convivono. Per aziende come Adanola la sfida non è inseguire la performance tecnica dello sportswear professionale, ma costruire capi abbastanza versatili da attraversare contesti diversi della giornata.

Il posizionamento è stato amplificato dalla presenza di figure come Kendall Jenner, Hailey Bieber e Rosie Huntington-Whiteley, associate al marchio anche attraverso l’uso dei suoi prodotti e, nel caso di Jenner, dalla recente campagna. Questo tipo di visibilità ha aiutato Adanola a inserirsi nel flusso della cultura visiva contemporanea, dove un capo basic può diventare desiderabile attraverso styling, fotografia e circolazione digitale. Ma l’approvazione delle celebrity, da sola, non spiega un fatturato superiore ai 100 milioni di sterline: a quella dimensione contano ripetizione dell’acquisto, assortimento, disponibilità del prodotto e fiducia nel servizio.

È proprio qui che il magazzino statunitense assume un valore che va oltre la logistica. Per un brand che vende prevalentemente in modo diretto, la distribuzione è una componente della promessa di marca. Se l’azienda riuscirà a rendere più affidabile e rapida l’esperienza d’acquisto nel suo mercato in più forte crescita, l’investimento potrà consolidare il Nord America come secondo pilastro dopo il Regno Unito. Se invece costi operativi e concorrenza dovessero comprimere ulteriormente i margini, i risultati di vendita non basterebbero da soli a definire il successo dell’espansione.

Per ora i conti indicano un’impresa che cresce mantenendo una buona capacità di generare profitto e che può finanziare una parte importante dei propri piani. Il prossimo banco di prova sarà meno legato alla conquista della notorietà e più all’esecuzione: mantenere desiderabile un guardaroba di essenziali, far funzionare una supply chain transatlantica e trasformare il pubblico americano in una base di clienti ricorrenti. È su questo terreno che Adanola misurerà il significato reale della soglia dei 100 milioni.

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