Nel calendario adidas di questa settimana le sneaker non si presentano come una famiglia compatta. Accanto a una runner dei primi anni Duemila e a una silhouette da terrace culture convivono una Mary Jane, un loafer, una scarpa da barca e una water shoe firmata Pharrell Williams. È una proposta che racconta bene la direzione presa dal marchio delle tre strisce: usare l’archivio non per riproporlo in modo letterale, ma per mettere in comunicazione categorie che fino a poco tempo fa sarebbero rimaste separate.
Le uscite segnalate comprendono Larry June Adistar Control 5, Simone Rocha Taekwondo Ballerina, Handball Spezial Loafer, Ghost Sprint, Tokyo, PW Water Moc e Barreda Decode. Alcuni modelli risultano già disponibili, mentre la Adistar Control 5 di Larry June è indicata in uscita il 12 settembre. Prezzi e disponibilità possono cambiare rapidamente, soprattutto per le collaborazioni e per le varianti più lontane dalla sneaker tradizionale.
La forma della sneaker si allarga
Il caso più esplicito è la Taekwondo Ballerina realizzata con Simone Rocha, proposta a 250 dollari e già in vendita secondo il calendario statunitense di adidas. La base Taekwondo, un modello basso e sottile legato all’immaginario delle arti marziali, viene portata verso il linguaggio della ballerina attraverso tomaia in pelle, lacci a nastro, punta con dettaglio diamantato e tallone decorato. La declinazione rossa sottolinea ulteriormente l’intenzione di trattare la calzatura come un oggetto di styling, non soltanto come una scarpa sportiva alleggerita.
La collaborazione è rilevante perché Simone Rocha lavora da anni su volumi, ornamenti e riferimenti alla femminilità storica; adidas, qui, le offre una piattaforma riconoscibile ma poco ingombrante. Il risultato non punta alla performance né alla nostalgia sportiva più immediata. Sposta invece l’attenzione sulla costruzione della scarpa e sul modo in cui una silhouette da sneaker possa entrare in un guardaroba dominato da Mary Jane, ballerine e calzature basse da città.
Su un registro più quotidiano si muove Handball Spezial Loafer, disponibile a 120 dollari. La Spezial conserva la propria suola, ma la tomaia marrone cioccolato adotta elementi propri della scarpa formale in pelle. Non è un dettaglio marginale: il loafer è diventato uno dei punti di incontro più frequenti tra abbigliamento classico, ufficio e moda casual, e adidas prova a inserirvi il comfort e la riconoscibilità di una delle sue linee storiche.
La Barreda Decode porta il ragionamento ancora più vicino alla scarpa da barca. Il modello da 85 dollari usa punta mocassino e allacciatura che corre attorno alla tomaia, due segnali visivi immediatamente associati al mondo boat shoe. Insieme a Taekwondo Ballerina e Spezial Loafer, forma un piccolo gruppo coerente: non nuove sneaker costruite per sembrare versatili, ma ibridi che prendono sul serio tipologie tradizionalmente escluse dal lessico della scarpa sportiva.
Dall’archivio running a una lettura più personale
Se loafer e boat shoe allargano il perimetro, Ghost Sprint e Adistar Control 5 mostrano l’altro asse della settimana: il recupero di proporzioni e dettagli dal running. Ghost Sprint, disponibile a 110 dollari, riprende una grammatica visiva dei Duemila con doppio sistema di lacci e tomaia marrone dall’effetto peloso. È una scelta volutamente eccentrica, distante dalla pulizia delle runner contemporanee, ma coerente con il ritorno di scarpe tecniche o pseudo-tecniche nel guardaroba lifestyle.
La Adistar Control 5 di Larry June lavora invece sul colore. La collaborazione, annunciata a 160 dollari con lancio il 12 settembre, combina Red, Solar Slime e Clay in una sfumatura molto evidente. La tomaia traspirante e la linguetta posteriore riflettente 3M restano elementi funzionali, ma l’intervento del rapper statunitense trasforma una silhouette da palestra in una proposta destinata soprattutto all’uso urbano e al racconto personale di chi la indossa.
Il coinvolgimento di Larry June non sembra basarsi su una trasformazione radicale della struttura della scarpa. È una scelta significativa: spesso una collaborazione efficace non richiede di riscrivere un modello, ma di dargli un tono preciso attraverso palette, contesto e comunità culturale. Nel suo caso, l’Adistar Control 5 conserva una leggibilità da runner d’archivio, evitando di diventare un prodotto irriconoscibile.
La Tokyo, già disponibile a 90 dollari, rappresenta il lato più lineare della selezione. La silhouette è proposta con tomaia in pelle, punta rinforzata e tonalità marrone scuro, richiamando le sue radici negli anni Settanta. Nel panorama adidas Originals è il modello che più chiaramente risponde alla domanda di una scarpa bassa, asciutta e facilmente abbinabile, senza il sovraccarico decorativo delle altre uscite.
Pharrell Williams e il confine meno rigido tra città e outdoor
La PW Water Moc, in vendita a 140 dollari, aggiunge alla settimana un’altra direzione ancora. Il modello associato a Pharrell Williams adotta una chiusura con cordino elastico e una tomaia perforata: caratteristiche che rimandano all’acqua, alle attività all’aperto e alla praticità di una scarpa pensata per contesti meno urbani. Ma proprio questa ambivalenza ne definisce l’interesse. Negli ultimi anni, moc, clog e calzature da trail hanno trovato spazio anche fuori dalle loro funzioni originarie; adidas inserisce la Water Moc in quella stessa porosità tra uso tecnico e abbigliamento quotidiano.
Pharrell Williams ha già costruito con adidas un vocabolario che tiene insieme sport, cultura musicale e ricerca cromatica. In questo caso la scelta sembra più concentrata sulla tipologia che sull’effetto spettacolare: la water shoe non viene mascherata da sneaker convenzionale. Mantiene perforazioni e chiusura rapida, proponendo un’alternativa per chi cerca una calzatura aperta nelle funzioni ma chiusa nella forma.
Sette uscite, una strategia di design
Guardate insieme, queste sette proposte non definiscono una singola tendenza estetica. Definiscono piuttosto un metodo commerciale e creativo. adidas può rivolgersi nello stesso momento a chi colleziona collaborazioni, a chi cerca una runner rétro, a chi segue l’onda delle ballerine e a chi preferisce una scarpa marrone da indossare con capi più formali. La varietà riduce la dipendenza da un solo modello dominante e permette al catalogo di intercettare guardaroba molto diversi.
Ci sono anche limiti evidenti. Un ibrido tra sneaker e calzatura classica vive di equilibrio: se la componente sportiva è troppo visibile, rischia di apparire come un esercizio di stile; se prevale quella formale, può perdere la ragione stessa per cui un consumatore sceglierebbe adidas. La Taekwondo Ballerina, la Spezial Loafer e la Barreda Decode saranno quindi testate soprattutto fuori dalla pagina prodotto, nell’uso reale e nella capacità di essere abbinate senza sembrare costumi.
Per ora il calendario mostra che il marchio non intende confinare il proprio patrimonio a Samba, Gazelle o alle sole riedizioni terrace. Tra Pharrell Williams, Simone Rocha e Larry June, adidas distribuisce le collaborazioni su linguaggi differenti e lascia spazio anche a modelli non firmati. È una settimana di lanci che parla meno di una nuova silhouette assoluta e più della crescente disponibilità della sneaker a cambiare ruolo: da scarpa sportiva riconoscibile a piattaforma per codici di abbigliamento, funzione e sottoculture diverse.




