Una procedura pratica per impostare resolver come Cloudflare o Google sui principali dispositivi, distinguere DNS tradizionale da DNS cifrato e tornare alle impostazioni automatiche se qualcosa non funziona.

Questa guida è una procedura originale costruita a partire da documentazione e guide di riferimento. L’obiettivo non è dare consigli generici ma portarti dall’impostazione iniziale a un risultato verificato, con passaggi da eseguire nell’ordine indicato.

Prima di iniziare

Annota la configurazione DNS attuale e scegli un provider affidabile. Esempi pubblici noti sono Cloudflare 1.1.1.1 e Google 8.8.8.8; usa gli indirizzi e le modalità cifrate pubblicate ufficialmente dal provider.

Proteggi sempre i dati importanti e prepara un modo per tornare alla configurazione precedente. Se il dispositivo è aziendale o scolastico, rispetta i criteri imposti dall’amministratore.

Passaggio 1 — Imposta DNS su Windows 11

Apri Impostazioni > Rete e Internet, entra nelle proprietà della connessione e modifica l’assegnazione server DNS. Passa da Automatico a Manuale, abilita IPv4 e inserisci resolver preferito e alternativo. Se Windows propone DNS over HTTPS per quel provider, attivalo e salva.

Dopo questo passaggio verifica subito il risultato e annota l’impostazione precedente. Non modificare contemporaneamente altre opzioni: una procedura ripetibile dipende dalla capacità di isolare ogni cambiamento.

Passaggio 2 — Configura Private DNS su Android

Apri Impostazioni > Rete e Internet o Connessioni e cerca DNS privato. Scegli Nome host provider DNS privato e inserisci il nome DoT indicato ufficialmente dal servizio, non un indirizzo IP casuale. Salva e verifica che la connessione dati e Wi-Fi continuino a funzionare.

Dopo questo passaggio verifica subito il risultato e annota l’impostazione precedente. Non modificare contemporaneamente altre opzioni: una procedura ripetibile dipende dalla capacità di isolare ogni cambiamento.

Passaggio 3 — Cambia DNS per una rete Wi-Fi su iPhone

Apri Impostazioni > Wi-Fi, tocca il pulsante informazioni della rete, scegli Configura DNS > Manuale, rimuovi i server indesiderati e aggiungi quelli scelti. Questa configurazione vale per quella rete Wi-Fi; per DNS cifrato a livello più ampio servono profili o app affidabili del provider.

Dopo questo passaggio verifica subito il risultato e annota l’impostazione precedente. Non modificare contemporaneamente altre opzioni: una procedura ripetibile dipende dalla capacità di isolare ogni cambiamento.

Passaggio 4 — Svuota la cache DNS quando il comportamento non cambia

Su Windows apri Terminale come amministratore e usa il comando ipconfig /flushdns. Chiudi e riapri il browser. Su smartphone spesso basta attivare e disattivare modalità aereo o riconnettere la rete per eliminare cache temporanee, senza resettare tutte le impostazioni di rete.

Dopo questo passaggio verifica subito il risultato e annota l’impostazione precedente. Non modificare contemporaneamente altre opzioni: una procedura ripetibile dipende dalla capacità di isolare ogni cambiamento.

Passaggio 5 — Verifica quale resolver viene usato

Apri la pagina di test ufficiale del provider scelto oppure esegui una query con strumenti come nslookup su Windows. Controlla che le richieste raggiungano il resolver previsto e che eventuale DoH o DoT risulti attivo. Un semplice speed test non conferma la configurazione DNS.

Dopo questo passaggio verifica subito il risultato e annota l’impostazione precedente. Non modificare contemporaneamente altre opzioni: una procedura ripetibile dipende dalla capacità di isolare ogni cambiamento.

Passaggio 6 — Torna ad Automatico se una rete aziendale o captive portal dà problemi

Hotel, uffici e reti con portale di accesso possono richiedere resolver locali. Se non riesci ad autenticarti o a raggiungere servizi interni, ripristina temporaneamente DNS automatico e riprova. Non disattivare certificati o protezioni HTTPS per aggirare errori di rete.

Dopo questo passaggio verifica subito il risultato e annota l’impostazione precedente. Non modificare contemporaneamente altre opzioni: una procedura ripetibile dipende dalla capacità di isolare ogni cambiamento.

Controllo finale

Prova la risoluzione di alcuni siti, esegui il test ufficiale del provider e poi riavvia la connessione. Conserva gli indirizzi originali o ricorda dove riattivare la modalità Automatica.

Ripeti la prova dopo un riavvio o una nuova sessione quando pertinente. Un risultato stabile è più importante di una modifica che sembra funzionare soltanto immediatamente.

Errori da evitare

Non usare software casuale per accelerare la procedura, non ampliare permessi e non disattivare protezioni per aggirare un messaggio di errore. Prima verifica alimentazione, rete, spazio, credenziali, cavi e aggiornamenti. Cambia una sola variabile alla volta.

Fonti e approfondimenti