Il cloud gaming promette di eseguire un videogioco su un server remoto e inviare al dispositivo soltanto il video risultante. Il vantaggio è evidente: un televisore o un portatile modesto possono eseguire titoli graficamente complessi. Il prezzo è che la rete entra direttamente nel ciclo di controllo.
La latenza è diversa dalla velocità
Una connessione con molti megabit al secondo può avere latenza elevata. Nel gaming conta il tempo tra pressione di un tasto, arrivo del comando al server, rendering del nuovo frame e ritorno dell'immagine.
Perché alcuni giochi soffrono di più
Strategici e giochi a turni tollerano ritardi maggiori. Shooter competitivi, rhythm game e picchiaduro richiedono tempi molto stretti. Lo stesso servizio può quindi risultare ottimo per un genere e frustrante per un altro.
Bitrate e qualità
Il video viene compresso. Scene con molto movimento possono mostrare artefatti se il bitrate non basta. Risoluzione elevata richiede più banda, ma oltre un certo punto la stabilità è più importante del picco di velocità.
Wi-Fi o cavo
Una buona rete Wi-Fi può funzionare bene, ma Ethernet riduce variabilità e interferenze. Se il servizio sembra instabile, provare via cavo è uno dei test più semplici.
Il datacenter deve essere vicino
Anche una rete domestica perfetta non può eliminare il tempo fisico necessario a raggiungere un server distante. La distribuzione geografica dell'infrastruttura è quindi parte essenziale del prodotto.
Cloud e hardware locale possono convivere
Il futuro non richiede che una soluzione elimini l'altra. Il cloud può essere utile per provare giochi, giocare in mobilità o accedere a hardware costoso; una console o un PC locale restano superiori in controllo, latenza e qualità prevedibile.
Il cloud gaming non sposta semplicemente la console in un datacenter. Sposta anche una parte dell'esperienza dentro la rete. È lì che si decide se la promessa funziona.



