Gli algoritmi sono eccellenti nel proporre musica simile a ciò che già ascoltiamo. Per scoprire davvero qualcosa di inatteso, però, conviene aggiungere fonti che non abbiano come unico obiettivo prevedere il nostro prossimo clic.
Seguire le etichette
Un'etichetta con una linea riconoscibile può diventare una mappa. Se vi piace un artista, guardate chi pubblica i suoi dischi e ascoltate altre uscite del catalogo.
Leggere i crediti
Produttori, autori e musicisti collegano opere apparentemente lontane. Seguire un produttore può portare a generi che un algoritmo basato soltanto sull'artista principale non proporrebbe.
Radio
Programmi curati da persone espongono a sequenze che non dipendono interamente dal profilo personale. Stazioni locali, universitarie e web radio sono ottimi laboratori.
Festival piccoli
Guardate le prime righe del cartellone, non soltanto gli headliner. Festival e club funzionano come filtri curatoriali e permettono di vedere artisti che online avremmo ignorato.
Playlist di persone
Chiedere a un amico cinque dischi importanti produce spesso risultati più sorprendenti di cento suggerimenti automatici. Il contesto personale aggiunge una storia alla raccomandazione.
Critica musicale
Recensioni e interviste non servono solo a stabilire se un disco sia buono. Collegano scene, influenze e periodi storici e offrono parole chiave per continuare la ricerca.
Creare una regola di esplorazione
Per ogni tre album familiari, ascoltatene uno scelto da una fonte diversa. La scoperta diventa un'abitudine e non un evento casuale.
L'algoritmo sa molto di ciò che abbiamo già fatto. La curiosità serve soprattutto a trovare ciò che non ha ancora abbastanza dati per prevedere.



