Le sigle dell'elettrificazione possono far sembrare simili auto che funzionano in modo molto diverso. Full hybrid, plug-in hybrid ed elettrica pura rispondono a esigenze differenti e vanno valutate partendo dalla possibilità di ricaricare e dal tipo di percorso.

Full hybrid

Una full hybrid combina motore termico e motore elettrico con una batteria relativamente piccola che si ricarica durante la marcia. Non richiede una presa. Il vantaggio emerge soprattutto nei percorsi urbani e misti, dove recupero di energia e frequenti variazioni di velocità permettono al sistema elettrico di intervenire spesso.

Plug-in hybrid

Una plug-in dispone di una batteria più grande e può essere collegata alla rete. Può percorrere una parte significativa dei tragitti in elettrico, ma il risultato dipende da quanto spesso viene ricaricata. Se utilizzata sistematicamente con batteria scarica, il peso aggiuntivo può ridurre parte dei vantaggi.

Elettrica pura

Un'auto elettrica elimina il motore a combustione e dipende completamente dalla batteria. Offre una meccanica più semplice e un utilizzo molto efficiente, ma richiede un'infrastruttura di ricarica compatibile con la routine dell'utente.

La città non è l'unico criterio

Dire che l'elettrica è per la città e l'ibrida per i viaggi è una semplificazione. Un'auto elettrica efficiente con buona ricarica rapida può affrontare lunghe distanze; una plug-in usata su brevi tragitti senza essere mai collegata perde gran parte della logica progettuale.

Calcolare il proprio scenario

Conviene annotare per qualche settimana chilometri giornalieri, viaggi lunghi, soste e possibilità di ricarica. Da questi dati emerge quale percentuale dei percorsi potrebbe essere coperta in elettrico e con quale frequenza servirebbe una colonnina pubblica.

Costi e complessità

Una plug-in unisce due sistemi di propulsione e può essere più complessa. Un'elettrica richiede meno manutenzione meccanica tradizionale ma può avere un prezzo iniziale maggiore. Una full hybrid evita la ricarica esterna ma continua a usare carburante.

Non esiste quindi una tecnologia vincente in assoluto. La scelta corretta è quella che sfrutta davvero l'architettura del veicolo invece di pagarne componenti che resteranno inutilizzati.