L’inflazione americana torna a mandare un segnale difficile da ignorare. In agosto l’indice dei prezzi alla produzione, il PPI, è salito dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 5,4% su base annua, in accelerazione rispetto a luglio. Il dato fotografa i prezzi ricevuti dai produttori prima che molti di quei costi raggiungano il consumatore e arriva in una fase in cui l’aumento dell’energia sta complicando il lavoro della Federal Reserve.

La componente più evidente dello shock è il diesel. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro e riportati dall’Associated Press, i prezzi del diesel sono aumentati del 24,1% in un solo mese e del 78% rispetto a un anno prima. È un movimento particolarmente importante perché il diesel entra direttamente nella logistica, nei trasporti e nella distribuzione delle merci.

Perché il PPI conta per i mercati

Il Producer Price Index non misura il costo della vita delle famiglie, ma è uno dei termometri più seguiti per capire cosa sta accadendo nella catena dei prezzi. Se le imprese pagano di più per energia, trasporto, componenti e servizi, una parte di questi aumenti può essere trasferita ai clienti finali. Non accade sempre e non avviene con la stessa intensità in tutti i settori, ma un’accelerazione prolungata del PPI può anticipare pressioni sull’inflazione al consumo.

Il dato di agosto assume quindi un peso particolare perché venerdì arriverà il CPI, l’indice dei prezzi al consumo, e pochi giorni dopo si riunirà il Federal Open Market Committee. La Fed è chiamata a decidere se il ritorno delle pressioni sui prezzi richieda un nuovo rialzo dei tassi oppure se sia ancora possibile attendere per distinguere uno shock temporaneo da una dinamica più persistente.

Il dato core resta elevato

Escludendo alimentari ed energia, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,2% sul mese e del 4,6% su base annua. Il ritmo è più contenuto rispetto all’indice generale, ma rimane nettamente superiore all’obiettivo di inflazione del 2% che guida la politica monetaria della Federal Reserve.

Questo è il punto centrale per gli investitori. Se il rialzo fosse concentrato soltanto nel petrolio, la banca centrale potrebbe essere più propensa a valutare la durata dello shock prima di intervenire. Una dinamica core ancora robusta suggerisce invece che le pressioni non sono esclusivamente energetiche, anche se l’energia resta il principale acceleratore del momento.

Il diesel è una tassa indiretta sulla logistica

Un aumento così rapido del diesel può propagarsi attraverso l’economia con grande velocità. Camion, spedizioni, distribuzione alimentare, costruzioni e numerose attività industriali dipendono direttamente dal carburante. Le imprese possono assorbire una parte del costo riducendo i margini, ma quando l’aumento è forte e prolungato cresce la probabilità che venga incorporato nei prezzi finali.

Per i mercati azionari questo significa possibili revisioni dei margini soprattutto nei settori più esposti a trasporto e logistica. Per il mercato obbligazionario significa, invece, una maggiore probabilità di tassi elevati più a lungo. Non sorprende che i rendimenti dei Treasury siano saliti nella stessa giornata del dato.

La Fed arriva al bivio

La riunione del 15 e 16 settembre arriva quindi con una combinazione scomoda: mercato del lavoro ancora relativamente solido, energia in rialzo e inflazione a monte che accelera. Tutto ciò restringe lo spazio per una politica monetaria accomodante.

La Fed non reagirà a un singolo dato, ma il PPI di agosto aumenta il peso del CPI di venerdì. Un’inflazione al consumo più forte delle attese renderebbe molto più difficile giustificare una pausa. Un dato più moderato, al contrario, lascerebbe aperta la possibilità che la banca centrale consideri una parte dell’aumento dei prezzi come effetto temporaneo dello shock energetico.

Per ora il messaggio del PPI è netto: la disinflazione americana non procede in linea retta. E quando la volatilità energetica incontra un’economia ancora resistente, la politica monetaria torna rapidamente al centro di ogni decisione di investimento.

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