Paramount Pictures sta lavorando a un adattamento cinematografico di Hawaii Five-O, una delle proprietà televisive più riconoscibili del catalogo CBS. A dirigere il progetto è stato chiamato Destin Daniel Cretton, regista di Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings e del recente Spider-Man: Brand New Day. La sceneggiatura è affidata a Chris Bremner e Noah Oppenheim; Guymon Casady produrrà il film, sviluppato insieme all’eredità di Leonard Freeman, creatore della serie originale.
Il lungometraggio è nelle fasi iniziali e Paramount non ha comunicato né la trama né il cast, né tantomeno un calendario di produzione o una finestra d’uscita. È quindi presto per stabilire se il film conserverà i personaggi e l’impianto narrativo tradizionali, se ripartirà dalla continuità della serie CBS del 2010 oppure se userà soltanto il marchio per costruire una storia autonoma. L’unico elemento definito, per ora, è la squadra creativa che lo sta portando avanti.
Un titolo televisivo con più di cinquant’anni di storia
Hawaii Five-O debuttò su CBS nel 1968 e rimase in onda fino al 1980 per dodici stagioni. Al centro c’era Steve McGarrett, detective captain interpretato da Jack Lord e guida di una speciale task force statale impegnata contro criminalità organizzata e casi ad alto profilo alle Hawaii. La serie appartiene a un’epoca in cui il procedural aveva una struttura molto riconoscibile, ma il suo scenario insulare e il tema musicale hanno reso il programma immediatamente distinguibile nel panorama della tv americana.
Il marchio è già stato sottoposto a un aggiornamento sostanziale. Nel 2010 CBS lanciò Hawaii Five-0, con lo zero al posto della lettera O: Alex O’Loughlin interpretava una nuova versione di McGarrett, mentre Scott Caan era Danny Williams, conosciuto come Danno. Nel cast principale figuravano anche Daniel Dae Kim e Grace Park. Quel reboot è andato avanti dieci stagioni, per un totale di 240 episodi, fino al 2020.
Questa doppia vita, prima come classico televisivo e poi come franchise contemporaneo di lunga durata, è uno degli aspetti che rende l’operazione più solida di un semplice recupero nostalgico. Paramount non parte da un ricordo lontano, ma da una proprietà che ha dimostrato di poter trovare pubblico anche nel sistema televisivo moderno, con ritmi, personaggi e aspettative differenti rispetto agli anni Sessanta e Settanta.
Il passaggio al cinema e il peso della scelta di Cretton
Trasferire un procedural sul grande schermo implica comunque un cambio di scala. La serialità di Hawaii Five-O è fondata sulla ricorrenza: un nucleo di investigatori, un territorio ben definito e casi risolti episodio dopo episodio. Un film dovrà scegliere quale parte di questa identità privilegiare. Potrebbe puntare su un’indagine più ampia, costruire un action thriller corale o concentrarsi sull’origine di una nuova squadra. Al momento non ci sono indicazioni sufficienti per sostenere una di queste ipotesi.
La scelta di Destin Daniel Cretton segnala però la volontà di non trattare il titolo come un recupero minore. Il regista ha già affrontato una grande produzione Marvel con Shang-Chi e ha appena diretto Spider-Man: Brand New Day, titolo che si è imposto ai vertici del botteghino nordamericano e internazionale. Per uno studio, affidare una property televisiva a un autore ormai abituato alla gestione di franchise e budget rilevanti è anche un modo per posizionare il progetto nella fascia dei potenziali eventi cinematografici, senza che questo equivalga automaticamente a conoscere dimensioni e ambizioni effettive del film.
Cretton ha inoltre un legame personale con le Hawaii: è cresciuto a Maui. Non è un dettaglio che anticipa scelte narrative, ma può incidere sul modo in cui il film guarderà al luogo che dà nome alla serie. L’ambientazione, nelle diverse incarnazioni televisive, è sempre stata parte del richiamo del format. Per una versione cinematografica la sfida sarà evitare che il paesaggio rimanga un fondale intercambiabile per inseguimenti e operazioni di polizia, restituendogli invece una funzione concreta nel racconto.
Accanto a lui lavorano due sceneggiatori con percorsi diversi. Bremner ha scritto Bad Boys for Life e Bad Boys: Ride or Die, film che hanno aggiornato una formula action-poliziesca facendo leva sul rapporto fra protagonisti e su una forte componente spettacolare. Oppenheim, autore della sceneggiatura di Jackie, aggiunge un profilo differente, più legato al cinema biografico e al lavoro sui personaggi. La combinazione non permette ancora di definire il tono del progetto, ma suggerisce un tavolo creativo meno prevedibile di una trasposizione costruita esclusivamente come action comedy.
Per Paramount conta anche la gestione della library
Il film arriva mentre gli studios tornano a scandagliare con maggiore insistenza i propri archivi televisivi e cinematografici. In un mercato in cui un titolo noto può facilitare il riconoscimento presso il pubblico e la distribuzione internazionale, le library sono diventate un patrimonio da rimettere in circolo attraverso sequel, remake, reboot e adattamenti per piattaforme diverse. La notorietà non sostituisce un’idea narrativa, ma riduce l’incertezza iniziale attorno a una nuova proposta.
Per Paramount, Hawaii Five-O ha un valore particolare perché unisce storia CBS, presenza nel catalogo televisivo e un’identità facilmente esportabile. Il brand è noto negli Stati Uniti, ma il suo impianto — una squadra investigativa, un capo carismatico, un partner in contrasto con lui, un’ambientazione forte — è leggibile anche fuori dal mercato domestico. Il cinema offre la possibilità di riformattare quegli elementi senza dover rispettare i vincoli produttivi e narrativi di una stagione da oltre venti episodi.
Non è il primo tentativo di portare Hawaii Five-O sul grande schermo. Versioni cinematografiche erano state considerate negli anni Novanta e nei primi Duemila, ma non arrivarono alla produzione anche per questioni legate ai diritti. Il coinvolgimento dell’eredità di Leonard Freeman nel nuovo sviluppo indica che Paramount sta cercando di costruire il progetto con una base di controllo e collaborazione più definita rispetto a quelle iniziative rimaste incompiute.
Resta tuttavia un percorso lungo. Lo sviluppo di una sceneggiatura, soprattutto per una proprietà con precedenti televisivi tanto estesi, comporta decisioni delicate su tono, casting e rapporto con il materiale esistente. Una fedeltà troppo rigida al procedural rischierebbe di produrre un film dall’orizzonte limitato; un distacco totale, al contrario, renderebbe difficile spiegare perché usare proprio quel titolo. Il peso della sigla storica e della formula “Book ’em, Danno” è parte dell’immaginario del franchise, ma non basterà da solo a fondare un rilancio per il pubblico contemporaneo.
Prima di parlare di riprese serviranno dunque conferme su sceneggiatura, interpreti e impostazione. Per ora Paramount ha messo insieme una proprietà riconoscibile, un regista reduce da un successo commerciale rilevante e due autori con esperienza in registri compatibili ma non sovrapponibili. È un primo passo industriale significativo, non ancora l’annuncio di un film definito: il modo in cui verrà trasformato il procedural CBS dirà quanto il progetto voglia davvero aggiornare Hawaii Five-O, e quanto invece puntare sulla forza del suo nome.




