Il PIL è probabilmente il numero economico più conosciuto e uno dei più fraintesi. Misura il valore monetario dei beni e servizi finali prodotti in un territorio in un certo periodo. Non misura direttamente benessere, uguaglianza o qualità ambientale.

Tre modi di calcolarlo

Produzione, redditi e spesa sono prospettive contabili diverse sullo stesso processo economico. In teoria portano allo stesso risultato, con aggiustamenti statistici.

Nominale e reale

Il PIL nominale utilizza prezzi correnti. Quello reale corregge l'effetto delle variazioni dei prezzi per osservare meglio il cambiamento nelle quantità prodotte.

Pro capite

Dividere il PIL per la popolazione offre una misura media della produzione o del reddito, ma non dice come siano distribuiti. Due paesi con lo stesso PIL pro capite possono avere livelli di disuguaglianza molto differenti.

Che cosa lascia fuori

Lavoro domestico non pagato, parte dell'economia informale, qualità dell'ambiente e relazioni sociali non vengono catturati pienamente. Un'attività può aumentare il PIL e contemporaneamente produrre costi che l'indicatore non sottrae direttamente.

Perché resta utile

Nonostante i limiti, il PIL fornisce una misura coerente e comparabile della scala dell'attività economica. È utile per analizzare recessioni, crescita, capacità fiscale e rapporto con debito e spesa.

Indicatori complementari

Reddito disponibile, occupazione, produttività, povertà, salute e indicatori ambientali completano il quadro. Nessun singolo numero descrive una società.

Il problema non è usare il PIL. È chiedergli di rispondere a domande per le quali non è stato costruito. Trattato come misura dell'attività economica è potente; trattato come sinonimo di benessere diventa insufficiente.