Practical Magic 2 torna nelle sale riportando al centro Sally e Gillian Owens, interpretate ancora da Sandra Bullock e Nicole Kidman, ma il ritorno non passa soltanto dal cast e dall'immaginario della famiglia di streghe. La musica è uno degli strumenti con cui il sequel prova a stabilire una continuità con il film del 1998 e, insieme, a presentarsi a un pubblico che nel frattempo è cambiato. Nella scaletta convivono infatti Stevie Nicks e Olivia Rodrigo, un classico di Harry Nilsson, Fleetwood Mac, Florence + The Machine e contributi associati ai nuovi volti dell'ensemble.

È una scelta rilevante per un titolo che nasce come seguito di un cult romantasy. Il primo Practical Magic ha conservato negli anni una propria riconoscibilità anche attraverso il rapporto fra canzoni, atmosfera domestica e componente soprannaturale. Il secondo capitolo recupera quel terreno senza limitarsi a un repertorio interamente nostalgico: la playlist alterna brani già sedimentati nella memoria pop a uscite più recenti e a una reinterpretazione. La colonna sonora, in altre parole, lavora sul riconoscimento del franchise ma evita di costruirsi come una semplice raccolta revival.

Da Stevie Nicks a Olivia Rodrigo

La presenza di Stevie Nicks ha un peso particolare nella storia della serie. Nel film originale figuravano “Crystal” e “If You Ever Did Believe”, quest'ultima nei titoli di coda. Nel nuovo film Nicks è richiamata attraverso “Landslide”, registrata dai Fleetwood Mac e scritta dalla cantautrice. È una canzone che porta con sé un patrimonio emotivo e generazionale già autonomo, ma che nel contesto di Practical Magic 2 rafforza il legame con la sensibilità musicale associata al primo capitolo.

All'altro estremo della selezione c'è Olivia Rodrigo con “The Cure”. Il suo inserimento segnala la volontà di rivolgersi anche a spettatori che non hanno necessariamente un rapporto diretto con il film del 1998. Rodrigo è oggi una delle artiste pop con maggiore capacità di attraversare pubblici diversi, tra streaming, radio e circuiti live; per un sequel cinematografico, avere un suo brano può estendere la vita promozionale del film oltre l'uscita in sala, nelle playlist e nella circolazione social legata alla musica. Questo non definisce da solo il destino commerciale dell'opera, ma rende più visibile il tentativo di aggiornare il profilo del marchio.

Il film include anche “On My Way”, attribuita a Zolo Maridueña. L'attore Xolo Maridueña fa parte del cast del sequel, insieme a Lee Pace e Solly McLeod, mentre Joey King e Maisie Williams entrano nell'universo delle Owens rispettivamente nei ruoli di Kylie e Antonia. Il coinvolgimento musicale di un interprete aggiunge un elemento interno alla produzione, anziché affidare ogni snodo sonoro a un catalogo esterno.

Una playlist costruita per contrasti

L'elenco dei brani evita una sola identità sonora. Miriam Makeba apre con “Pata Pata”; seguono il folk-rock di “Landslide”, l'ouverture dalla Rusalka di Antonín Dvořák, accreditata nell'elenco come “Rusalka, Op. 114: Overture” di Joseph Kellbert, e “Caught Myself Believing?” dei Bleachers, scritto da Jack Antonoff. Ci sono poi “Howl” di Florence + The Machine e “Blur” di Aldae. L'insieme mette attorno alla stessa proprietà intellettuale pop, repertorio classico, indie, rock e materiali contemporanei.

Due dei titoli più riconoscibili arrivano attraverso nuove esecuzioni o versioni specifiche. “Fade Into You”, originariamente scritto da Hope Sandoval e David Roback, è interpretata da Gregory Alan Isakov e Sylvan Esso. “And So It Goes”, firmata da Billy Joel, compare nella versione di Brandi Carlile. In entrambi i casi la scelta non consiste nel riproporre automaticamente la registrazione più nota: si privilegia una voce diversa, capace di dare al pezzo un'altra presenza dentro il film. È una soluzione frequente nel cinema contemporaneo quando una canzone possiede già un forte valore culturale, ma occorre adattarne il tono a una nuova opera.

Non manca “Coconut”, scritta e interpretata da Harry Nilsson, un brano che dialoga direttamente con elementi dell'iconografia ricordata attorno alle Owens. La parte finale della selezione comprende inoltre due versioni di “Dancing in the Moonlight”: quella dei King Harvest, scritta da Sherman Kelly, e una rilettura di Jeb l feat. NEIMY. Usare lo stesso brano in due incisioni diverse può servire a creare una variazione di atmosfera o a distinguere contesti narrativi; il dato certo è che entrambe le versioni fanno parte del repertorio musicale del film.

  • “Pata Pata” — Miriam Makeba
  • “On My Way” — Zolo Maridueña
  • “Landslide” — Fleetwood Mac, scritta da Stevie Nicks
  • “Rusalka, Op. 114: Overture” — Joseph Kellbert
  • “Caught Myself Believing?” — The Bleachers, scritta da Jack Antonoff
  • “Howl” — Florence + The Machine; “Blur” — Aldae
  • “Fade Into You” — Gregory Alan Isakov e Sylvan Esso
  • “The Cure” — Olivia Rodrigo
  • “And So It Goes” — Brandi Carlile
  • “Coconut” — Harry Nilsson
  • “Dancing in the Moonlight” — King Harvest e Jeb l feat. NEIMY

Il valore industriale del repertorio in un sequel

Per Warner Bros. Pictures, che distribuisce il film, la musica è anche una leva concreta nella gestione di un sequel fondato su un titolo conosciuto ma distante quasi tre decenni dalla sua prima uscita. I cataloghi di Nicks, Nilsson, Billy Joel e Mazzy Star offrono immediatezza a chi possiede una memoria del cinema e della musica fra anni Novanta e precedenti; Rodrigo, Aldae e la collaborazione tra Gregory Alan Isakov e Sylvan Esso spostano invece il baricentro verso ascoltatori abituati a scoprire i brani fuori dalla sala, sui servizi musicali e attraverso clip condivise.

Questo tipo di operazione ha però limiti precisi. Una playlist ricca non sostituisce la tenuta del racconto né garantisce che il pubblico accolga un seguito a distanza di anni. Le canzoni possono moltiplicare i punti d'accesso alla campagna del film e rendere più riconoscibile un momento sullo schermo, ma non bastano a trasferire automaticamente l'affetto costruito dal precedente. La loro efficacia dipenderà dal modo in cui vengono collocate nel montaggio e dalla capacità del nuovo cast di trovare una propria posizione accanto a Bullock e Kidman.

Per ora, la scaletta racconta con chiarezza l'ambizione di Practical Magic 2: custodire un riferimento musicale centrale per i fan storici, rappresentato da Stevie Nicks, e allargare il perimetro con artiste e interpreti ascoltati da generazioni diverse. Dopo l'uscita in sala, sarà proprio la circolazione dei singoli brani e delle scene a cui vengono associati a indicare se il sequel avrà creato immagini musicali destinate a restare, come è accaduto al primo film.

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